2017

Il gioco di Gerald

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Il gioco di Gerald
Il gioco di Gerald

Dall'omonimo romanzo di Stephen King. Jessie e il marito Gerald decidono di trascorrere alcuni giorni da soli nella loro bella casa sul lago. Benché la donna non sia particolarmente entusiasta, Gerald intende mettere in atto una sua fantasia sessuale e imprigiona al letto Jessie con un paio di manette. Peccato che, a un certo punto, colto da un malore, stramazzi a terra. Jessie resta sola, con un cane vagabondo che si introduce in casa e le sue paure.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: Gerald's Game
Attori principali: Carla GuginoBruce GreenwoodHenry ThomasChiara AureliaKate SiegelCarel Struycken, Adalyn Jones, Bryce Harper, Gwendolyn Mulamba, James Flanagan, Dori Lumpkin, Natalie Roers, Nikia Reynolds, Bill Riales, Chuck Borden, Mike McGill, Charles Dube, Kimberly Battista, Jon Arthur, John Ceallach, Tony Beard, Tom Glynn, Stu Cookson, Ben Pronsky, Joseph Chadwick Kinney, Charles Adams, Michael Amstutz, Clint Edwards, Robert Gill, Tom Glynn, Cliff Hamilton, Victoria Hardway, Shane Jackson, Shannon J. Jackson, David Lachmann, Lynndi Maddox, Marcus Deshaun Richardson, Nailim Sanchez, Brad Spiers
Regia: Mike Flanagan
Sceneggiatura/Autore: Jeff Howard, Mike Flanagan
Colonna sonora: The Newton Brothers
Fotografia: Michael Fimognari
Costumi: Lynette Meyer
Produttore: Trevor Macy, Ian Bricke, Matt Levin, D. Scott Lumpkin
Produzione: Usa
Genere: Thriller, Horror
Durata: 104 minuti

Mi pareva strano! / 6 Febbraio 2019 in Il gioco di Gerald

“Ohhhh , finalmente Netflix azzecca una trama , con un inizio, uno svolgimento , una fine solida e butta lì anche qualche spunto originale(il finale , soprattutto)”.
Questo , all’incirca , il mio pensiero 30 secondi dopo la fine del film.
Ecco, mi pareva strano!
Soggetto di Stephen King.
Palesata la mia ignoranza , ovvero di non aver letto il libro, cosa che rende il mio giudizio ancor più inutile del solito, parliamo del prodotto in sè :il film fila via bene. Non molto bene,non benissimo…ma bene si.
A parte un paio di momenti sonnacchiosi, dove – terminato l’hype per la situazione “survival” creatasi – i dialoghi-delirio stancano un pò.
Mi sono solo spaventato a metà , quando – dopo la Gugino – ho visto spuntare anche il ragazzino di ET cresciuto e un’altra attrice sconosciuta : tutti e tre già presenti in quella mega ciofeca di The Haunting of Hill House. Ho tremato. Fortunatamente, non c’entrava nulla.
A proposito della Gugino : oltre a reggere alla grande tutto il film da sola , un plauso alla sua bellezza…48 anni suonati, è ancora praticamente uguale al video di Always con Bon Jovi.

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Una donna tradita / 17 Gennaio 2018 in Il gioco di Gerald

Trovo il film ben fatto e ottimamente interpretato. E soprattutto ha saputo sviluppare bene il tema del libro che è l’abuso, essuale, emotivo e sentimentale, come ben riassume la protagonista nella frase finale. E’ certamente a tratti lento, ma credo che sia una lentezza organica alla storia. Per una donna ammanettata a un letto in una casa isolata, con ai piedi il cadavere del marito sbranato da cane e un essere mostruoso che appare la notte immagino che il tempo passi molto lentamente…
PS: il libro è magnifico ed è collegato all’altro stupendo romanzo “Dolores Claiborne” attraverso l’eclissi.

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Mah…. 3 / 3 Dicembre 2017 in Il gioco di Gerald

Non so cosa abbia pensato Stephen King appena visto sto film….
Libro molto molto piu di suspence. Questa è una mega cagata.

Mind Games / 30 Settembre 2017 in Il gioco di Gerald

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Thriller psicologico ambientato pressoché esclusivamente in una sola stanza. Per estensione, la mente della protagonista è un secondo locale, potenzialmente ampliabile all’infinito, senza limiti fisici, ma ben più claustrofobico di uno spazio architettonicamente definito come quello della sua camera da letto (invero particolarmente affollata).

Brava a sufficienza la Gugino, che regge il gioco (di Gerald e di King, oh oh oh) praticamente da sola, offrendosi efficacemente al pubblico in due versioni, semi-fatale e disfatta.

Resta il fatto che, a fronte di una confezione ordinata (anzi, forse proprio per via di essa), il film risulta abbastanza noioso e prevedibile se non negli specifici dettagli, perlomeno negli sviluppi. Il MacGuffin conclusivo, in realtà, è abbastanza inaspettato, ma la sua risoluzione è tanto repentina da risultare poco godibile.

Non ho letto il romanzo di King da cui il film è tratto, quindi non so se questa accelerazione conclusiva e i riferimenti ad altri lavori del “Re” siano presenti nel libro o se siano stati inseriti appositamente nel film. Certo è che di citazioni e controcitazioni ce ne sono tante, da Cujo a Dolores Claiborne, passando per Cose preziose, a ricordarci che, a dispetto di quest’ambientazione extra-Maine (la storia si svolge in Louisiana), l’universo king-iano è circoscritto e ricorrente e si estende divertito ad altri medium.

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Carla Cugino Show / 29 Settembre 2017 in Il gioco di Gerald

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Jessie (Carla Gugino) e Gerald (Bruce Greenwood) sono una coppia sposata che spera di ritrovare una perduta intesa sessuale indulgendo in giochi erotici in una casa di campagna lontani dal resto del mondo. Gerald sembra infatti eccitarsi solo vedendo la moglie sottomessa e ha l’idea di usare un paio di manette per un qualche gioco di ruolo. L’uomo ha però un attacco di cuore e Jessie rimane ammanettata alle spondine del letto. Il tempo passa e la donna sembra avviata a una crudele e lenta morte, resa ancora più atroce dalla comparsa di un affamato cane randagio e da un’ombra misteriosa e inquietante che fa capolino nella stanza. A tenerle compagnia, le proprie voci interiori, che prendono l’aspetto del marito e di se stessa, e la riemersione di ricordi rimossi di un doloroso passato…
Visto il soggetto, il rischio di annoiare era alto ma devo ammettere che il regista e la protagonista riescono a scongiurarlo. Quasi un one woman show, infatti. Protagonista assoluta Carla Cugino, che è poi il motivo che mi ha spinto a guardare il film.
Non ho letto il romanzo, ma lo farò. Leggo che è molto aderente al testo di Stephen King, forse anche troppo, perchè sospetto che il finale sia tutto frutto del Re (senza voler per forza ribadire il luogo comune che i finali dei romanzi di King siano poco efficaci). Una decisa (e per me poco convincente) accelerata per un racconto fin li introspettivo, con tanto di babau (direttamente da “Twin Peaks”, il gigante Carel Struycken) e spiegone che ribalta alcune certezze della protagonista, finalmente in pace con il mondo.

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