Recensione su Gangster Squad

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23 maggio 2015

Un gangster movie piacevole, coinvolgente, ma abbastanza banale.
Ambientazione decisamente atipica: quasi tutte le storie di mafia e criminalità organizzata del Novecento sono ambientate nella East coast o a Chicago, o comunque difficilmente più a ovest di Las Vegas.
In questo caso, invece, siamo in California e il film ci spiega in sostanza il motivo per cui la criminalità di stampo mafioso non fece breccia nella più grossa metropoli dell’ovest, Los Angeles.
Il merito va ascritto alla assolutamente non convenzionale squadra di sbirri che dà titolo alla pellicola e che ricorda vagamente quella ben più celebre degli Intoccabili che diedero la caccia ad Al Capone.
Il cattivo di turno, in questo caso, è Mickey Cohen, che riuscì a prendere il controllo della “city of angels”, sebbene per poco tempo, corrompendo polizia e autorità.
La storia è ispirata a fatti realmente accaduti con le consuete romanzature.
Bene Sean Penn nel ruolo di Cohen, un po’ più anonimo Josh Brolin, il capo della “gangster squad”.
La fotografia è da fumetto Marvel. Un po’ fuori luogo, peccato.

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