Recensione su Fury

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15 giugno 2015

FURY

Il carroarmato.
Una tomba intagliata in tonnellate di ferraglia lurida in movimento.
Il carroarmato.
Una casa con la corazza.

Il carroarmato, la casa del sergente della 2^a Divisione Don “Wardaddy” Collier e il suo commando di uomini composto da: il cannoniere “Bibbia”, il pilota messicano “Gordo” , il caricatore “Coon-Ass” e il verginello Macchina, un dattilografo che si trova nel posto sbagliato al momento sbagliato. Il posto sbagliato è la Germania del ’45, il momento sbagliato è la II Guerra mondiale. È la guerra totale e Hitler ha fatto arruolare donne, uomini, vecchi, bambini.
Don Collier sa bene contro chi sta combattendo: Don Collier ha combattuto assieme ai suoi dal deserto africano alla Normandia. Don Collier per i suoi non è solo un superiore, è una specie di guida, un padre, un amico, uno con cui ne hanno passate tante e tante ne passeranno ancora.
Per cairtà, il dattilografo sa che è in corso la guerra ma è un dattilografo. Non so se mi spiego: è un soldato che è stato nelle retrovie e non è portato alla guerra. All’inizio si rifiuta di uccidere un nazista ma Don lo “svezza”. Fury è senza dubbio un film cattivo fino al midollo, in giro di pochi minuti il personaggio interpretato da Brad Pitt, un personaggio imbevuto di cameratismo, costringe una persona che non ha ricevuto l’addestramento adeguato ad uccidere. Ad uccidere, perché è giusto così.

Possiamo interrogarci per ore su quanto moralmente sia giusta o meno l’azione di Don Collier. È esatto parlare di crudeltà? È esatto parlare o affermare che la vita all’interno del microcosmo rappresentato dal “carroarmato Fury” è più crudele del necessario? Vi risponderò così: se di fronte al risorgere di un nuovo nazismo dovrò mai salire su un ca**o di carroarmato, vorrei almeno che ai miei lati ci fossero uomini del calibro di Don, Bibbia e via dicendo. Altrimenti rifiuterei categoricamente di salire sul carroarmato.

Don Collier non è un idiota, fissato e perverso, nel tentativo di educare il ragazzo alla cruda realtà della guerra, si prende cura di lui come se fosse suo figlio e nell’educarlo commette gli stessi errori che commettono i genitori nell’educare i figli.
Paterno come un John Wayne di noialtri, all’inizio Don lo stressa, lo massacra, eppure piano piano il loro rapporto si fortifica, condividendo una serie di brutte esperienze, iniziano a rispettarsi reciprocamente. Il film non sarà sicuramente La Croce di ferro e David Ayer non avrà la stessa comprensione per il nemico che aveva Peckinpah, ma un paio di scene (in particolare il tedesco che viene asfaltato/trinciato dall’ M4 Sherman) ne richiamano i contenuti. E se è vero che non c’è la comprensione per il nemico (il nazista), c’è la comprensione per il complice (il tedesco).
Ma questa signore e signori è solo una piccola parentesi all’interno di Fury, credo che il film rimarrà parecchio nella mia testolina e in parte è dovuto all’atmosfera che si respira. Fury è un film violento, un film sporco, scuro. Lo spettatore si muove in una Germania distrutta dal conflitto, massacrata nell’anima e nel corpo. Sembra di vivere in un incubo e Fury, quando ci si sofferma sui paesaggi, diventa un quadro in cui prevalgono i toni scuri. Durante le battaglie sembra di finire all’inferno, veniamo circondati dal rosso delle fiamme, veniamo circondati dai nazisti che cantano degli inni infernali e non ci resta che fare il tifo per degli anti-eroi che sparano munizioni contate. Ora, la maggior parte di voi criticherà il fatto che gli spari sembrano delle spade laser ma vorrei farvi notare che non abbiamo visto (fortunatamente) una campale con dei cingolati e anche in un film come Va e vedi, le sparatorie eran così rappresentate. Semmai, se una critica va mossa, va mossa in direzione alla capigliatura di Brad Pitt ma questa è un’altra storia. Fury dimostra che gli Stati Uniti sanno ancora fare ottimi film di guerra. Fury è un film autocelebrativo, è un film sulla Guerra, la Seconda, quella con la G maiuscola.
Quindi? Più passa il tempo più divento anti-americano ma ogni tanto gli concedo il lusso di una modesta quanto sacrosanta autocelebrazione, perché in fondo la II guerra mondiale per gli americani fu una vera e propria crociata, uno scontro fra civiltà, una guerra fra due mondi. Da un lato gli Yankees (che non gassavano certo le persone pur avendo dei campi di prigionia in suolo patrio) assieme ai Sovietici, ai Britannici e al Commonwealth, dall’altro i nazi-fascisti e i nipponici che attuarono una vera e propria epurazione.

DonMax

3 commenti

  1. michidark / 16 giugno 2015

    Film ottimo fino all’ultima mezz’ora, ma davvero ottimo (lo scontro tra carroarmati, crea una tensione tale da farti quasi gridare al miracolo). Poi come al solito svacca in quella odiosa e onnipresente retorica di eroismo e sacrificio (leggasi inutile missione suicida) tipica degli americani. Oh, non ce la fanno proprio a farne a meno. In oogni caso meglio del troppo patetico American Sniper.
    Dio benedica Kubrick per FMJ, nei secoli dei secoli.

  2. DonMax / 17 giugno 2015

    Guarda, @michidark , al sottoscritto ha lasciato un po’ così la scelta della missione suicida perché di fronte a un plotone di nazisti che arriva non credo che se quattro persone fuggano si possa parlare di disfattismo.

    Semplicemente è sopravvivenza (e sale in zucca). Sconfiggere da soli 200 persone è un’impresa impossibile, ma ti vorrei far notare che il sacrificio è contemplato nella vita di un militare, sia esso Statunitense o Algerino, e ci scommetto le palle che qualsiasi militare prima o poi pensa che arriverà.. quella missione suicida arriverà.

    Ok, probabilmente i vfp1 pensano di farsi un anno di caserma, guadagnare quattro lire, farsi la macchina nuova e ciao! l’anno prossimo a spasso come al solito. Ma qui non stiamo parlando di un vfp1, stiamo parlando di soldati Statunitensi della II W.W. Seriamente, l’hai mai letto un discorso di Roosevelt o di Truman? Il tono che viene usato?
    Ora, di fronte ai film di guerra e quelli che piacciono al sottoscritto non sono tanto quelli che la criticano a prescindere quanto quelli che mostrano fil sforzi degli Alleati per sconfiggere il nemico (il nazi-fascismo) o un personaggio che si redime e magari espia le colpe con il sacrificio, di fronte ai film di guerra dicevo deve essere presente l’eroismo e il sacrificio. Patton generale d’acciaio è un film dove la retorica e l’eroismo fanno da padroni ma è un filmone comunque.

    Per American Sniper purtroppo non la penso come te, non l’ho trovato patetico e anzi, credo che Eastwood abbia usato solo il personaggio sbagliato (a quanto ho capito era una specie di ubriacone che si vantava delle kills che faceva, neanche giocassimo a Call of Duty) per dimostrare che l’individualismo e l’eroismo americano sono ancora in piedi.
    Una volta Piff disse che c’è un motivo se in America vanno i film d’azione e qui abbiamo fatto il neorealismo (senza screditare il primo o dire che tutto è bello a prescindere del secondo). Io dico semplicemente che purtroppo e per fortuna non sono americano, ci sono delle cose che non posso capire e non possiamo capire quindi non mi sentirei di dire che un’opera come A.S sia patetica. Purtroppo a noi italiani ha rovinato il fascismo, non scherzo, il fascismo c’ha detto: “Il tricolore sventolerà sull’impero”; oggi il tricolore lo metti se c’è il mondiale.. e se la Nazionale perde ti rode il culo. Il fascismo ci ha detto: “Noi italiani spacchiamo e abbiamo diritto di colonizzare i negri”
    Questa è una cosa assurda e non serve aver studiato ad Oxford per capirlo. Non ho mai cantato l’inno in classe prima delle lezioni, non ho mai fatto il saluto alla bandiera, quindi non posso capire cosa pensi Clint Eastwood che è uno dei repubblicani più in gamba del partito (proprio perché un po’ se ne discosta.. e un po’ no).

    La colpa è del fascismo se oggi non canti l’inno italiano in classe. La colpa se il 24 Maggio “Il Piave” viene usato per dire “a morte lo straniero/immigrato” è solo della Meloni. La colpa è del fascismo e me possono rode un po’ i coglioni? Si.
    Scusa per l’ammorbo.

    • michidark / 17 giugno 2015

      Non dicevo che è poco plausibile. Sono sicuro che molti soldati americani abbiano queste idee (distorte) di eroismo e sacrificio. Dicevo che gira e rigira il tema dei film di guerra americani è sempre quello. Come American Sniper. Si parla sempre di eroi, sacrificio per la patria, in modo spesso patetico (con musichetta “epica” a sottolineare il momento clou in cui “va fatto perchè è giusto”). Film anche ottimi (come questo) rovinati da un messaggio di fondo che non aggiunge mai nulla di nuovo al tema, risultando concettualmente inutili. Io ho dato 7, il film se lo valuto come intrattenimento è parecchio piacevole (come AS), ma in sostanza è lo stesso brodo riscaldato milioni di volte.

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