5 Recensioni su

Fur - Un ritratto immaginario di Diane Arbus

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Colpo di sonno! / 26 Febbraio 2019 in Fur - Un ritratto immaginario di Diane Arbus

Io adoro Diane Arbus e volevo vedere da molti anni questo film con sottotitolo “Un ritratto immaginario”. Come da titolo è il classico film da colpo di sonno: lungo, lento, Diane Arbus viene citata ma la protagonista poteva essere benissimo qualsiasi altra donna sposata con un fotografo di moda. Se devo salvare qualcosa, il doppiaggio di Luca Ward per Robert Downey e la fotografia ma nulla più. Vi aspettano ben 122 minuti di pura noia!

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29 Maggio 2013 in Fur - Un ritratto immaginario di Diane Arbus

L’avevo già visto e mi aveva colpito talmente poco che me ne ero dimenticata.
Il film è molto noioso ma le interpretazioni di Nicole Kidman e Robert Downey Jr sicuramente complice un doppiaggio meraviglioso lo risollevano un pochino…..ma veramente passa molto lentamente. Peccato.

2 Maggio 2013 in Fur - Un ritratto immaginario di Diane Arbus

La storia di una grandissima fotografa interpretata dalla Kidman, e “accompagnata” da un Downey Jr. in una veste un po’ particolare. Non vi svelo oltre. Vedetelo!

25 Settembre 2012 in Fur - Un ritratto immaginario di Diane Arbus

Poteva essere un film potenzialmente interessante che ci conduce in un mondo di persone molto molto particolari, eppure qualcosa nella trama non ha convinto del tutto.

Incontri d’Animus / 4 Settembre 2011 in Fur - Un ritratto immaginario di Diane Arbus

Un film che ho visto quasi per caso, ma che mi ha lasciato un’impronta di quelle indelebili. Un film di grande sensibilità registica: inquadrature, dettagli “dimessi” ma presenti, tagli e luci… ombre, direi soprattutto ombre, visto che in fondo è ciò di cui si parla: un viaggio all’interno di quel sé ambiguo, selvaggio, inquietante, eppure potente e sopratutto essenziale da trovare, scoprire, contattare se non si vuole vivere una vita fatta di nulla. Una trama che regge perfettamente e segue il percorso tematico della scoperta della propria vera natura, Diane Arbus o no (per certi versi è irrilevante che sia proprio lei, un contorno; reggerebbe benissimo anche se la protagonista fosse “solo” una donna, una qualunque, certo, una di quelle che “corrono con i lupi”).
Insomma, per chi ama il cinema simbolico, interiore, poetico.
Imperdibile. Un’esperienza del profondo. Per notti buie (notti di velluto), avvolgenti, toccanti. Pochi hanno la fortuna di viverle sul serio. Una fortuna che va cercata. Con perseveranza. Con passione. Ma risponde. Sempre. (E il cinema ne è così spesso consapevole complice…)

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