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Recensione su Funny Games U.S.

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Ma che squallore, a dir poco… / 14 settembre 2014 in Funny Games U.S.

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Combinazione lo stanno dando in questo preciso momento in tv, perciò mi è venuta una “rabbiosa” voglia di commentarlo. Più che altro, di esporne qualche “piccola” lamentela più o meno costruttiva. Posso iniziare col dire che è il film più brutto che abbia mai visto in vita mia? Beh, forse il più brutto no… ma è di sicuro in cima alla lista. Più che Funny games, l’avrei chiamato Shitty games, perchè a me non a fatto ridere per nulla, mi ha solo fatto venir voglia di ca**re in testa a quei due… Di cosa tratta il suddetto film? Violenza, violenza e violenza. Nient’altro. Motivo? Boh, e chi lo sa, ditemelo voi. L’ho addirittura sentito paragonare ad Arancia meccanica… cioè, ma ci rendiamo conto?! A parte il fatto che hanno una storia completamente diversa (l’unica cosa che gli si avvicina sono i nomi dei personaggi…). Ma anche il mondo in cui è affrontata la violenza stessa, non è minimamente paragonabile. Probabilmente questo regista credeva di poterla passare liscia mettendo qualche battuta qua e la, insomma piazzando sto personaggio con la faccia da angelo che spara un sacco di bippate per tutta la durata del film. Ma questo non serve minimamente a distaccare lo spettatore da questa continua violenza inflitta alla malcapitata famiglia. O almeno, così per me non è stato. Ho avuto voglia di vomitare per tutto l’arco del film, non ce la facevo proprio a guardare certe scene. Perchè il punto è che l’intera trama non ha senso. Questo film, non ha senso. E’ riuscito solo a disgustarmi, per tutta questa violenza esplicita. E, alla fine, non è certo un film che ti rimane impresso, ne positivamente che negativamente. A me non ha lasciato proprio niente, oltre che il pentimento di averlo guardato. Perciò, volevo solo avvertire i sani (e non) di mente, di cambiare canale appena vedete comparire un tizio vestito da imbianchino che continua a rompere uova (e anche qualcos’altro)… soprattutto se non siete per la violenza su donne e bambini. Ma sarò io troppo altruista che mi sento male a vedere un bambino venir soffocato senza motivo? Boh. E chi dice che è “geniale” mi deve spiegare in cosa e quanto aveva bevuto prima di scrivere una roba del genere. Tra l’altro non mi ricordo neanche se la famiglia si salva alla fine.

5 commenti

  1. Stefania / 15 settembre 2014

    C’è un’importante premessa da fare: questo film non si propone come una commedia, quindi non è, come dire, “corretto” aspettarsi di trovarlo divertente.
    L’aggettivo “funny” è ironico e grottesco: il divertimento (malato, ovviamente) è solo quello dei due sadici.
    Comunque, nel tuo caso, mi pare che il film di Haneke (che non è proprio l’ultimo arrivato: ti consiglio di recuperare altri suoi lavori, merita di essere redento ai tuoi occhi 😉 ) abbia comunque raggiunto il suo obiettivo, cioè quello di disgustare lo spettatore: la violenza è volutamente gratuita e senza senso.
    Tim Roth ha dichiarato che quella sul set di Funny Games U.S. è stata l’esperienza più traumatica della sua carriera. E pure Naomi Watts, fortemente voluta da H. (pare che il regista non avesse intenzione di realizzare il film senza di lei), ne è uscita particolarmente provata.

    Tra l’altro, sempre a proposito di notizie sul film (e questa è fondamentale 😉 ) questo è un remake di un lavoro dello stesso Haneke, girato nel ’97: identico, per quanto riguarda situazioni e dialoghi (e perfino per quanto riguarda la disposizione planimetrica degli ambienti), cambiano il Paese in cui è ambientato ed il cast.

    Ti dirò: forse, il primo è, per qualche motivo che non so spiegarti, più raggelante del secondo.

    P.s.: muoiono tutti. Tutti. Tranne gli assassini, ovviamente.

  2. sal jenko / 15 settembre 2014

    Non ho visto quest’ultimo, ma mi inserisco per un commento sull’originale funny games,che ho visto anni fa. In quello la violenza esplicita era sempre fuori scena e gli assassini erano dipinti come ragazzini immaturi non compiaciuti dei loro crimini o della grandiosità del male. Questo dava un effetto un po’straniante (anche se non salvava in verità dalla noia in certi punti). Mi sembra di ricordare che il regista abbia dichiarato che era una provocazione o una riflessione sulla violenza nei film. Io l’ho letto come un sottolineare che noi spettatori abbiamo più sete di spettacoli violenti dei due assassini, di conseguenza il film per riuscire doveva fallire nel far spettacolo della violenza. Forse tutto ciò non salva il film ma un regista che mira a deludere le aspettative e a giocare con le attese non puó che essermi simpatico.

  3. Marinya / 15 settembre 2014

    @Stefania Forse ti ho fatto fraintendere dalle mie parole, ma non ho mai pensato che il termine “funny” fosse inteso in senso letterale. Anche senza la necessità di aver visto il film, era alquanto evidente la striatura sadica! E questo in linea generale non lo vedo in senso negativo, però dipende da caso a caso. Qui sono rimasta perplessa appunto per il fatto che gli ostaggi non abbiano la minima possibilità di ribellarsi, in pratica sono i sequestratori ad avere il controllo su tutto (e probabilmente questo era il succo dell’intero filmato) E, inoltre, è l’ambientazione in generale che mi porta a disdegnare questo film. Voglio dire, ci sono modi e modi per trasmettere un messaggio. Mi sto chiedendo se la colpa sia proprio di questa riadattatura in chiave moderna. Se devo essere sincera, l’avevo vista per pura coincidenza, quindi non mi ero informata su precedenti versioni. Non posso promettere che guarderò l’originale, però ci farò un pensierino, chissà che non mi lasci sensazioni diverse. Anche se il fatto che entrambi siano stati realizzati dallo stesso regista e seguano una trama per lo più identica, mi abbatte.
    Che poi quello che continuo a chiedermi è quale sia il messaggio che questo regista vuole trasmettere allo spettatore. Shock, disgusto e quindi…? Non trovo che faccia realmente riflettere sulla violenza in sè, per lo meno per quanto mi riguarda.
    @sal jenko Quello che ho scritto sopra dovrebbe rispondere più o meno anche a te. Purtroppo, al contrario, io non ho visto l’originale, ma da quanto ho capito e da come ha affermato Stefania dovrebbero essere praticamente identici. Quindi, ribadisco il fatto che per me è importante come vengono poste certe situazioni; penso che il modo di esporre un’argomentazione (tra dialoghi, ambientazione, ma anche cast…) sia fondamentale, perchè un film può piacerti come non piacerti, ma l’importante è che riesca a lasciarti qualcosa, sia durante che alla fine. Invece, per quanto mi riguarda, mi sono solamente trovata irritata nel guardarlo, ma fra poco tempo me ne sarò già dimenticata del tutto, perchè non trovo nulla che lo differenzi da qualsiasi altro film. Non c’è nessun particolare che riesca a rimanermi impresso, in qualche modo. Non so se mi sono spiegata…

    • Stefania / 16 settembre 2014

      @marinya: eppure, mi pareva che nella recensione tu avessi scritto qualcosa come: “Non ho riso neppure una volta”. Devo essermi sbagliata, è evidente 😉
      Per quanto riguarda le due versioni, come ho scritto, non c’è alcuna differenza se non quella del cast e del luogo. Questa non è una rilettura “aggiornata” del primo film, anche i dialoghi sono pressoché gli stessi (se ci sono differenze, queste sono dovute agli adattamenti per il doppiaggio italiano, direi).
      Secondo me, il film trasmette fin troppo bene l’angoscia degli ostaggi e mostra quanto lucida possa essere la follia, la pellicola è disturbante, ma gioca molto col terrore evocato, cosa che, quando si parla di tensione, apprezzo moltissimo, anche in letteratura, per dire.
      La scena della cucina e delle uova, per esempio, mi ha fatto venire i brividi, perché si intuisce che c’è qualcosa che non va, ma non si sa ancora in quale misura.
      E, soprattutto, mi ha raggelato pensare che cose del genere succedono e che non stavo solo guardando un film, ma un possibile fatto di cronaca: Haneke ha raccontato, a modo suo, qualcosa che esiste già e che si può ripetere ovunque, più volte, magari anche in questo momento.
      Probabilmente, abbiamo “assorbito” il film in maniera diversa ed è ovvio che l’abbiamo apprezzato o meno in “percentuali” differenti 😉 (e ci può stare, per carità! ^_^ )

      • Marinya / 17 settembre 2014

        @Stefania Mmmh per quanto mi riguarda, il film mi sembra un po’ “freddo”, so che può sembrare incoerente dal momento che ho detto di esserne rimasta disgustata e simili, ma ciò che intendo dire è che non riesce realmente a coinvolgermi e a farmi immedesimare nelle vittime. Anche per quanto riguarda il fatto che la storia raccontata può benissimo rappresentarne una reale, ovvero che potrebbe accadere a chiunque, ecco, a me non è passata quest’idea per la testa neanche per un secondo. Il problema è che mi sembra tutto un po’ “finto”… beh, in realtà lo è, ma io non dovrei notarlo, giusto? Altrimenti vuol dire che non è riuscito a trasmettermi l’idea di fondo, il che equivale a un fallimento. Quindi (forse l’ho già detto), alla fine la cosa più importante per me è come viene rappresentata un’idea, perchè non è solo la trama a fare un buon film, ma anche il modo in cui viene riprodotta. Può essere che se sviluppato in modo diverso, con uno scenario differente e così via, mi avrebbe dato un’altra impressione. Chi può saperlo… Comunque, come dici anche tu, è palese che il film non è riuscito ad avere lo stesso successo con entrambe ed è anche giusto che ognuno abbia le proprie opinioni, altrimenti non ci potrebbero essere argomenti di discussione 😉

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