Recensione su Frozen - Il regno di ghiaccio

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Principesse Disney alla riscossa / 1 Gennaio 2014 in Frozen - Il regno di ghiaccio

Per il 53° Classico Disney, la storia è stata ispirata alla fiaba nordica “La regina delle nevi” di Hans C. Andersen (da cui nome derivano quelli di Hans, Kristoff e Anna, protagonisti del film) ambientata in una location del tutto nuova, le fredde terre della Scandinavia, mai rappresentate nei lungometraggi precedenti degli Studios.

Anche stavolta la Disney è riuscita a catturare un pubblico di tutte le età, incantando grandi e piccoli con un film che, nonostante ricalchi pienamente i canoni classici, è arricchito da dettagli e trovate innovative e moderne (tipo il colpo di scena) che non annoiano né deludono anche i più anzianotti e i cultori del genere.

Ma Frozen oltre a contenere un buon livello di canzoni (più e meno belle) e la tipica purezza d’animo Disney (che mi fa sempre commuovere), è un concentrato di estetica senza pari. Bellezza pura. Bellezza vera.

Gran parte del successo del film infatti, è dovuto alla spiazzante capacità degli animatori di cui la Disney si serve (ormai secondi a nessuno, nemmeno a quelli della Pixar), che di anno in anno stanno raggiungendo livelli di dinamismo e realisticità mai visti prima (avete fatto caso al maglione dell’energumeno dell’emporio/sauna?!) e che fanno di Frozen il lungometraggio d’animazione che è, un’esperienza magica senza precedenti. Curata sotto ogni punto di vista, dalle luci, dai colori, alle minuziosità che fanno la differenza.

Onore&Gloria alla Disney, che non delude proprio mai.

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