Recensione su Freejack - in fuga nel futuro

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Grandi nomi per una grande boiata / 13 Dicembre 2016 in Freejack - in fuga nel futuro

Emilio Estevez è un pilota fortissimo pronto alla gara della vita (e già qui si parte male, visto che le macchine sono chiaramente delle Formula Atlantic o roba del genere, in pratica l’equivalente americano delle attuali GP2 o GP3…quindi lascio a voi immaginare quanto possa essere conosciuto e ricchissimo un pilota così) che ha un bruttissimo incidente nel quale, nel 1991, muore. In teoria. In pratica nel 2009 il suo corpo viene recuperato prima del botto, ma lui riesce a liberarsi. Si ritrova in un futuro cupo, una specie di miscuglio tra Ritorno al Futuro 2, Robocop e Blade Runner (senza alcun pregio però, beninteso) dove è braccato da Mick Jagger (eh sì, proprio lui) e cerca di ritrovare la sua fidanzata (Rene Russo), che intanto è salita ai piani alti e lavora per un certo McCandless (Anthony Hopkins). In poco tempo si scopre che dal futuro rubano i corpi ancora sani del passato per rivenderli alle persone ricche. Che dire, idea potenzialmente interessante ma realizzata in modo atroce, già dall’inizio ti rendi conto che è un prodotto scadente, seppur realizzato dalla Morgan Creek e dalla Warner e con attori di spessore. La storia è prevedibilissima purtroppo e nemmeno un grande come Anthony Hopkins serve a qualcosa. Veramente brutto.

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