Freaks Out

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Freaks Out

Roma, 1943. In piena Seconda Guerra Mondiale, Matilde, Cencio, Fulvio e Mario lavorano nello stesso circo e, fra loro, si considerano come fratelli. Nel tentativo di farli fuggire in America, Israel, proprietario del circo e loro padre putativo, scompare. Senza qualcuno che li protegga e privati degli spettacoli, i quattro si sentono perduti e temono di venire considerati solo come dei fenomeni da baraccone.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: Freaks Out
Attori principali: Claudio SantamariaClaudio SantamariaAurora GiovinazzoAurora GiovinazzoPietro CastellittoPietro CastellittoGiancarlo MartiniGiancarlo MartiniGiorgio TirabassiGiorgio TirabassiMax Mazzotta, Franz Rogowski, Eric Godon, Emilio De Marchi, Anna Tenta, Sebastian Hülk, Elia Pietschmann, Christoph Hülsen, Astrid Meloni, Ed Hendrik, Riccardo Angelini, Olivier Bony, Massimiliano Ubaldi, Michelangelo Dalisi, Alessandro Arcodia, Davide Balzanetti, Francesca Anna Bellucci, Mostra tutti

Regia: Gabriele MainettiGabriele Mainetti
Sceneggiatura/Autore: Gabriele Mainetti, Nicola Guaglianone
Colonna sonora: Gabriele Mainetti, Michele Braga
Fotografia: Michele D'Attanasio
Produttore: Andrea Occhipinti, Gabriele Mainetti, Jacopo Saraceni
Produzione: Italia
Genere: Drammatico, Guerra, Commedia, Azione, Fantasy, Supereroi
Durata: 141 minuti

Dove vedere in streaming Freaks Out

Le Freak, c’est (pas) chic / 21 Aprile 2022 in Freaks Out

Eccessivamente lungo, lento, si prende troppo sul serio per il tipo di pellicola, vuole darsi un tono patinato e pesca moltissimo (per quanto riguarda tecnica e contenuti) dai prodotti hollywoodiani con conseguente tanfo di già-visto-già-sentito.
D’accordo che il panorama del Fantastico italiano è cronicamente desolato (e desolante) ma l’assenza di concorrenza non costituisce un titolo di merito a prescindere.
Deludente.

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La Forza è potente in Mainetti / 7 Aprile 2022 in Freaks Out

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Freaks Out ha un grande pregio: il soggetto.
E, poi, ha un grande difetto: la sceneggiatura.
Ed è un peccato che i due “reparti” legati alla scrittura non si siano sviluppati di pari passo.

L’idea è forte, bella, originale (non solo per il panorama cinematografico italiano), piena di spunti, sollecitazioni.
Gabriele Mainetti è riuscito a ottenere milioni di paperdollari, per confezionare un film di supergenere (cioè, oltre i generi). Ha trovato un cast artistico in bolla e tante facce interessanti, comprimari e comparse comprese. Ha messo in scena un apparato visivo davvero degno di nota, con costumi, scenografie e truccoparrucco notevoli. Infine, è riuscito ad avere effetti visivi kaboom (finalmente, questo sì, per il cinema italiano) degni di tale nome che, nel film, si sposano molto bene con la parte più “artigiana” del set e con il lavoro degli stuntmen.

Mainetti, poi, ha lavorato con il paradosso e ha disseminato nel film piccoli elementi che abbassano il livello dell’elemento fiabesco o del cinecomic tradizionale, per rendere la storia il più possibile realistica e poco sognante, a dispetto degli elementi fantasy/fantastici.
Così, per esempio, il freak magnetico (Giancarlo Martini) è un onanista (‘o nano onanista, pensa te…) esibizionista con il cervello di un ragazzino e le pulsioni di un adulto (quindi, suscita sentimenti duali: simpatia – per il suo potere, curiosamente- e una certa diffidenza – per la sua mania di masturbarsi, anche in pubblico).

Nota leggermente a latere, ma non troppo: magari sbaglio, ma nel personaggio di Matilde (Aurora Giovinazzo, la vera protagonista del film), al di là della “già sentita” ma sempre interessante metafora della possibile perdita del potere connaturata alla maturazione (fisica, sessuale), ho colto l’eco di figure (soprattutto jappo) incrociate fin dall’infanzia al cinema o in tv, di quelle che possiedono un potere stratosferico, capace di distruggere un pianeta, una galassia, un universo, tipo la Nehellenia di Sailor Moon, la Undici/Eleven di Stranger Things o la Charlie di Fenomeni paranormali incontrollabili.
Che queste (e altre) citazioni ci siano o meno (credo che, comunque, ci siano pochi dubbi sul fatto che il partigiano gobbo di Max Mazzotta sia un rimando a quello di Lizzani, a sua volta ispirato a una storia vera), ciò dimostra quanto Mainetti sia bravo a manipolare temi e soggetti provenienti da altri tempi, contesti e medium, per adattarli a scenari diversi.

Però, se penso al racconto nel suo complesso, il film è sbilanciato, oso dire incerto a tratti, reiterato in altri e, in particolare, la seconda parte mi è sembrata inutilmente prolissa: rispetto a Jeeg -che pure non è esente da difetti sul piano narrativo- sembra meno compatto e più dilatato (e mi sento di dire che, a Freaks Out, manca un villain completamente definito, all’altezza dello Zingaro di Marinelli).

Insomma, per quel che mi riguarda, la Forza è potente in quest’uomo: Mainetti si conferma un vero talento, ma, sempre per restare nel solco delle citazioni, la potenza è nulla, senza controllo.

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FANTAGUERRAVVENTURA / 16 Marzo 2022 in Freaks Out

Gabriele Mainetti si sta affermando sempre di più come traduttore di nuovi generi per il nostro cinema retrivo. Dopo essere riuscito nell’impresa di realizzare un titolo supereroistico in Italia senza sfigurare, questa volta spara ancora più in alto e che cosa ti sforna? Una avventura diesel punk. Non so se avete inteso? Un genere che già di suo ha ben pochi titoli a rappresentanza nel mondo, figuriamoci da noi.

Avventura dai toni favolistici che sorprende per coraggio e vena rivoluzionaria.
Freaks Out, forte di un budget di tutto rispetto, si permette una veste grafica da grande film d’intrattenimento. Una messa in scena talmente opulenta che forse indugia persino troppo nello specchiarsi, specialmente nella seconda parte. Ma non si può certo fargliene una colpa. Un simile piumaggio è rarissimo per un film nostrano. Per molti versi mi ha ricordato tanto il cinema fantastico di DelToro. “Il labirinto del Fauno” o i suoi “Hellboy”.

Se possiamo considerare apprezzabile la volontà di volersi differenziare dalla media dei prodotti nazionali, narrativamente non stupisce più di tanto, o meglio, non quanto vorrebbe.

Nel cast spicca la giovane protagonista Aurora Giovinazzo, da tenere d’occhio per il futuro.

Voto: 6,5 quasi 7

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ANDATE SUBITO TUTTI A VEDERLO / 2 Novembre 2021 in Freaks Out

Film stupendo, merita di essere visto al cinema. Poca trama, tante immagini, nuovo e sfavillante.
ANDATE SUBITO TUTTI A VEDERELO