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Ebbasta, dai / 4 febbraio 2017 in Victor: La storia segreta del dottor Frankenstein

Ennesima riproposizione cinematografica di un racconto dal quale saranno stati tratti minimo cento film (e non penso proprio di esagerare). Questa volta l’idea è di raccontare la storia dalla prospettiva di Igor (Daniel Radcliffe), in questo caso un povero derelitto che ha sempre vissuto in un circo maltrattato da tutti in quanto deforme. Il ragazzo però ha una grande passione per la scienza, e passa la sua vita a studiare il corpo umano e la medicina, unica cosa che gli dà soddifazione. Una sera, quando si verifica un incidente gravissimo per l’acrobata della quale è innamorato, la sua vita si incrocia con quella del misterioso Victor Frankenstein: il ragazzo prova grandi capacità salvando la ragazza da morte sicura, e il dottore lo aiuta a scappare. Nella confusione, ci sarà un omicidio che porterà la polizia a stare all’erta sul caso da lì in avanti. Intanto, Frankenstein porta il gobbo a casa sua, lo cura grazie alle sue conoscenze mediche e gli fa assumere il nome di Igor, suo coinquilino che a detta del dottore si fa vedere molto di rado. In poco tempo dunque Igor diventa l’assistente di Frankenstein, e collabora con lui ad un progetto, senza sapere però bene di che si tratta: ovviamente è portare la vita ad un organismo morto: per fare ciò Victor ha raccolto pezzi di animali vari e, grazie ai suoi studi, riesce anche se con qualche problema, a far vivere la creatura. A questo punto scatta l’interesse di una delle persone più ricche d’Inghilterra, che gli propone di fare la stessa cosa su un uomo. Igor inizierà via via, grazie anche all’aiuto della bella ragazza che aveva salvato, a farsi delle domande sul comportamento e le idee del dottore. Insomma, a parte qualche trovata, come avrete capito, non c’è proprio niente di nuovo. Un film che per coinvolgere un po’ a tratti pare quasi voler ricordare il recente Sherlock Holmes con Downey Jr. e un po’ le atmosfere ed i personaggi burtoniani, ma non riesce davvero. La storia non coinvolge mai, non c’è nulla di nuovo, ci ritroviamo di fronte alla stessa domanda: “chi è in realtà il vero mostro?”. Banale e scontato. Si salvano soprattutto le ambientazioni curate e i due protagonisti che non sfigurano anche se comunque non fanno miracoli. Andatevi piuttosto a rivedere il classico Frankenstein o, per vedere qualcosa di diverso e più simpatico, il leggendario Frankenstein Junior.

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