Recensione su Forrest Gump

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L’uomo giusto, al posto giusto ed al momento giusto / 26 giugno 2014 in Forrest Gump

Coincidenza è la parola che caratterizza perfettamente questa pellicola di Robert Zemeckis del 1994, che narra la storia (o forse è più giusto dire le storie) di Forrest Gump,
Forrest Gump è un personaggio surreale, indubbiamente. Non basterebbero tutte le vite di questo mondo per provare le esperienze che lo hanno accompagnato nella sua esistenza. La sua storia però, anche se risulta poco credibile, non fa storcere il naso per due motivi. Il primo è perché questo racconto di un uomo seduto alla fermata dell’autobus è un pretesto originale ed interessante per approcciare lo spettatore alla storia americana. Il secondo è perché questo film ha palesemente il sapore di una fiaba, non esente da alcune note amare, ma che comunque ispira una grande simpatia generale. Il protagonista è investito da una sorta di aura di fortuna intorno a lui, che gli permette di passare sopra alcuni aspetti problematici della sua vita ma non può nulla invece contro alcune casualità avverse (la perdita del suo migliore amico in Vietnam, la malattia che gli porta via madre e moglie).
Tom Hanks è perfetto nel trasmettere quell’aspetto ingenuo e un po’ da sempliciotto che caratterizza il suo personaggio. La sua interpretazione e il modo in cui viene costruito il mito di Forrest Gump (mito perché il lungometraggio non solo sembra imporre che il protagonista sia realmente esistito, ma che abbia proprio gettato le fondamenta di tutte le fasi più importanti della storia americana), coinvolgono appieno lo spettatore, infondendo una curiosità costante sul prosieguo del racconto e risultando perfettamente scorrevole.

4 commenti

  1. alex10 / 27 giugno 2014

    Credo che, in fin dei conti, sia stato un’idea carina e intelligente (idea neanche originale, anzi, presa da un romanzo), ma, aldilà di ciò, non c’è niente di clamoroso nel modo in cui analizza la storia americana e in come la relaziona con il personaggio. E’ solo una storietta carina, ben integrata e piacevole. Ma credo che, in generale, sia un film assai coccolato e sopravvalutato. Se pensiamo poi che quell’anno hanno dato l’oscar a questo film e non a Pulp Fiction, beh…è semplicemente pazzesco e fa capire appieno come sia sopravvalutato Forrest Gump, più che sottovalutato Pulp Fiction.

  2. Francesco / 27 giugno 2014

    Guarda @alex10 capisco cosa vuoi dire ed effettivamente non posso darti torto. È innegabile che è un film impostato per piacere alla fetta grossa del pubblico. Però non mi sento proprio di bocciarlo. La prima volta che lo vidi mi piacque tantissimo. Ora che l’ho rivisto di recente pensavo che l’avrei rivalutato completamente, invece no. Credo che se visto per quello che è, cioè una storiella, una favoletta, è a conti fatti un bel film. C’è un bravo Tom Hanks, una bella colonna sonora e la regia di Zemeckis non è forse nulla di particolare ma è adatta a questa pellicola.
    Sul confronto con Pulp Fiction e sui premi, è un discorso che non ho toccato perché ho preferito più concentrarmi sul film in questione che su un paragone basato su delle nomination agli oscar. Ma se vuoi la mia, tra i due, Pulp Fiction vinceva a mani basse (Tarantino è Tarantino). Tralsciando i criteri di valutazione dell’academy, Forrest Gump è comunque una bella pellicola. Magari non il capolavoro che tutti descrivono, ma di sicuro una bella pellicola (almeno per me)

    • alex10 / 27 giugno 2014

      Sì, infatti, @Francesco_Macaluso non intendo bocciare completamente il film, ma solo ridimensionare quello che è a tutti gli effetti esageratamente osannato e venerato come capolavoro (il che, a mio dire, non solo è sbagliato, ma pazzesco, specie se confrontato con un vero capolavoro come Pulp Fiction). Ciò, però, era solo un mio pensiero assai generico e isolato dal tuo voto o dalla tua recensione ! 😉

  3. Francesco / 28 giugno 2014

    Capito 🙂

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