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Recensione su Forrest Gump

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22 agosto 2015

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Questo film, così amato e apprezzato dalla quasi totalità degli spettatori a me non è piaciuto particolarmente… È un film evidentemente ben confezionato e ben girato, che veicola buoni sentimenti (forse anche troppo). Ma ha alcuni aspetti che me lo rendono “antipatico” e irritante. Questi aspetti riguardano l’idea che un idiota, neanche tanto saggio, percorra tutti i più importanti avvenimenti di 30 anni di storia americana, inconsapevolmente, facendo cose anche insensate e che comunque venga seguito e ammirato da centinaia di persone, senza che il regista rimarchi il lato ironico e tragicomicamente vero e attuale della cosa. Sembra quasi la realizzazione del sogno americano, e anche di qualche italiano, diventare un campione dello sport, guadagnarsi medaglie militari e diventare milionario, senza neanche accorgersene o senza sforzo o competenza particolare. Un film sostanzialmente conservatore, dove Forrest è l’immagine di quello che gli americani vorrebbero che il resto del mondo pensassero di loro, ingenui, buoni, senza malizia e che se fanno del male, lo fanno inconsapevolmente. Mentre il personaggio più bello del film, la hippie, bella e disinvolta Jenny, viene punita con l’AIDS per non aver vissuto come l’ America si aspetta che viva una donna americana. Bravo anche Gary Sinise, ma il suo personaggio viene punito anch’esso per la sua personalità e redento solo quando si ricongiunge con dio.

6 commenti

  1. Stefania / 22 agosto 2015

    Ti dirò: non penso che il film contenga davvero tutte queste metafore (soprattutto, la questione di Jenny punita con l’AIDS. Lasciami dire: “Mavalà!” 😀 ) .
    Credo che, talune celebrazioni nazionaliste a parte (non dico che il film non ne sia esente), Forrest Gump vada visto per quello che è: una cavalcata un po’ favolistica (e inevitabilmente celebrativa) attraverso la seconda metà del Novecento americano. Forrest, Jenny e tutti gli altri personaggi sono stereotipi, ma non rappresentano nulla in particolare: sono funzionali alla narrazione, bon 🙂

  2. azz1970 / 22 agosto 2015

    Quando l’ho visto la prima volta al cinema mi era anche piaciuto. Poi ho iniziato a riflettere su quale era il messaggio che il film mi trasmetteva e non ero sicuro di condividerlo: obbedisci, fai quello che ti dicono e tutto andrà bene. Magari non è questo il messaggio che il film voleva mandare, ma a me questo è arrivato, rendendomi il personaggio di Hanks, e tutto il film, estremamente irritante.
    So di essere controtendenza su questa pellicola, come ho scritto, al cinema mi aveva anche commosso. Le mie considerazioni sono arrivate a freddo. Posso anche sbagliarmi sui significati Sicuramente non ci vedo il capolavoro che molti ci vedono.
    Una curiosità: Hollywood continua a sfornare film di successo con ritardati o persone malate, funzionali al far prendere un premio Oscar all’attore che li interpreta: Hoffman (autistico); Day-lewis (tetraplegico); Pacino (cieco); ancora Hanks (malato di Aids); Rush (malato mentale); Firth (balbuziene); Mcconaughey (ancora malato di Aids).
    Non che alcuni di questi non siano meritati, notavo solo la coincidenza che è stata anche parodiata in diversi film, come in questo:
    https://www.youtube.com/watch?v=X6WHBO_Qc-Q

    • Stefania / 22 agosto 2015

      Quella di Tropic Thunder è una bella critica alla tendenza di Hollywood di cui parli. Credo che anche quest’anno, agli Oscar, la cosa si sia ripetuta, per quanto Redmayne sia stato notevole interpretando Hawking.

      • azz1970 / 22 agosto 2015

        Ecco, avevo dimenticato Redmayne. Ho visto quel film, credo sia meritato, però conferma la regola 😉

  3. astoundingjb / 11 settembre 2015

    Ti dirò, notando e condividendo i riferimenti che hai trovato nel film (il sogno americano etc) penso che il significato complessivo della pellicola sia diametralmente opposto. Cioè, sembra melenso e buonista ma in realtà è tutt’altro! Cinico e spietato contro gli stereotipi americani (la buona scuola, la squadra di football, il college etc…) fino a distruggerli tutti per mano di un “ritardato”! Contestualizzando storicamente il film (dopo gli anni di edonismo e imperialismo sfrenato americano di Regan e Bush) e l’orientamento politico del regista, vedrai che tanto buonista e pro-america non è! Vedi anche come in Ritorno al Futuro i viaggi nel tempo vengono usati sempre per salvare la famiglia di Marty dalle brutte pieghe che ha preso la società americana, a causa di personaggi corrotti e senza scrupoli, che cavalcano i sogni americani di successo per arricchirsi e distruggere tutto il resto (vedi nel secondo film come è ridotta la città, coi carriarmati per le strade!)!

  4. azz1970 / 12 settembre 2015

    Si, è una possibile chiave di lettura a cui non avevo pensato. Non conosco gli orientamenti politico di Zemeckis, regista che in altri lavori ho apprezzato maggiormente.

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