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Recensione su Food, Inc.

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24 dicembre 2012

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Il classico film per cui tornare a casa, vedere la bistecca che avevi messo a scongelare e riflettere, con un tremolio nel pensiero, se così si può dire “ehmmm… questa magari domani”.
Documentario sul capitalismo applicato alla produzione di massa del cibo. Malemalemale, nulla va bene, moriremo tutti. Perché costa meno un hamburger al MC dei broccoli al supermercato? (si domanda una simpatica famiglia di poveri messicani obesi). E così via.
Diviso diligentemente in e macroparti, una sull’allevamento bovino, una su quello equino e una sull’agricoltura. OGM, polli che non vedono mai la luce del sole, macelli dove si uccide a catena di montaggio e grandi pressapoco come il Lussemburgo. Il migliore nelle interviste è il contadino che produce tutto ancora come una volta, che sgozza le galline nel suo bel cortile all’aria aperta e poi via, bella tavolata con famiglia e amici e pollo arrosto. Perchè è simpatico ma ha la faccia troppo da psicopatico:D
Quelle cose che ti mettono di buonumore, del tipo che in un hamburger da fast food c’è carne di millemila milioni di vacche diverse, dato che le, ehm, macinano tutte insieme. Per cui se ce n’è anche solo una che ha una malattia in qualche modo pericolosa per noi poi a essere infetti sono millemila milioni alla enne di hamburger, che sarebbe tutta da buttare. E a questo punto a chi vende la carne forse forse conviene pagare quei tre funerali dei tre poveri sfigati che ci schiattano. E via in scioltezza.
La morale è che ci propinano tutta questa merda fondamentalmente perché noi gliela compriamo, e che noi potremmo (→ dovremmo) scegliere di non comprarla.
Se già vi siete affezionati alla mucca codicebarrata c’è pure un baldo sito internet apposta, mentre la Monsanto (vabbè, uff, non c’ho voglia di spiegarla, dovreste saperlo, comunque wiki) l’ha trovato abbastanza interessante da dedicare alcune pagine del suo sito a controbattere punto su punto tutte le accuse che le vengono mosse qui. Ovviamente Monsanto buuhuuuuu. Vorrei infine dire che nonostante io abbia visto questo film continuerò a comprare al supermercato le uova che costano meno. Almeno fino a che non sarà diciamo abbastanza ricco. Perché oh. Costano meno. Sulle altre cose mi applicherò. Controllate le etichette!
Yo!
Chiudete le tapparelle!
Yo!
(ma non è vero, questo non veniva detto. E io nemmeno ho una tapparella! -.-)
Potete votare tre volte al giorno.
Colazione pranzo e cena.

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