Recensione su Cinque pezzi facili

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Anticonformismo e disincanto di una generazione / 10 Febbraio 2016 in Cinque pezzi facili

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Il secondo film di Bob Rafelson è uno tra i manifesti dell’anticonformismo e del disincanto della generazione dei giovani di fine anni Sessanta.
In ciò si innesta perfettamente nel filone inaugurato da Il laureato e proseguito con Easy Rider, con il quale condivide anche due tra gli attori principali, il grande Jack Nicholson (buona la sua recitazione) e una Karen Black che vinse il Golden Globe per la sua interpretazione della svampita compagna del protagonista. La mimica facciale della Black è in effetti impressionante, riuscendo nella non semplice impresa di fare un’ottima figura accanto ad un mostro sacro come Jack Nicholson (pur se in quegli anni ancora in via di affermazione).
L’inquietudine esistenziale giovanile è resa molto bene da una serie combinata di fattori ed espedienti, non ultimo il passaggio che viene dato in automobile alle due ragazze che si dilettano per tutto il viaggio nelle loro aspre invettive anti-sistema (sopratutto Palm, interpretata da Helena Kallianiotes).

Il senso di oppressione che attanaglia il protagonista, senza alcuna possibilità di scampo, lo porterà all’estremo gesto finale di abbandonare ancora una volta tutto, lasciando questa volta anche la propria ragazza ad una stazione di servizio e facendosi dare un passaggio da un camionista diretto verso il Grande Nord.
Il tutto dopo essere stato rifiutato da quella Catherine, compagna di suo fratello, che sembrava poter rappresentare la figura in grado di farlo riconciliare con una pur apparente (ed effimera) serenità e felicità.
La fuga, dunque, come unica via di scampo per una generazione angosciata e che sembra non saper stare al mondo (o non volerlo fare).

Un buon film, nel complesso, abbastanza riflessivo e dunque mediamente lento.
I dialoghi sono molto variegati, fino a raggiungere l’apice di surrealismo nell’episodio avvenuto nella casa familiare, dove due mondi, quello snob degli amici di famiglia e quello popolare di Rayette, vengono necessariamente a confliggere, scatenando, ancora una volta, la rabbia di Robert.
Memorabile la sequenza in cui il protagonista, bloccato in coda su una highway, esce di senno e sale sul cassone di un camion che trasporta un pianoforte, incominciandolo a suonare.

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