Recensione su Fino a qui tutto bene

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Emblematica l’ultima scena / 30 Marzo 2015 in Fino a qui tutto bene

Non so se il titolo sia stato copiato dalla battuta di una nota freddura per l’appunto detta dal malcapitato precipitato da un grattacielo nel passare davanti ai vari piani , ma sicuramente l’avvenire dei cinque “Poveri illusi” , studenti universitari ed attori sconosciuti di teatro d’avanguardia , costretti ad abbandonare l’appartamentino con vista sul Lungarno che condividevano a Pisa per incamminarsi verso un futuro incerto non si presenta per niente brillante in un Paese come il nostro nel quale l’unica risorsa sembra offerta dalla fuga.
Un filmetto di 80 minuti girato interamente con macchina a mano , con alcune sequenze stilisticamente interessanti (quella con lo specchio trasportato mi è sembrata piuttosto valida) , senza grandi pretese ma non per questo da scartare.
Per la tematica affrontata ed in un cast costituito da attori poco conosciuti o visti in “fiction” televisive , il cameo offerto dalla ben più famosa (e brava) Isabella Ragonese non mi è sembrato per niente casuale.
la votazione più giusta sarebbe 6,5 ma il giovane regista italo-inglese Roan Johnson merita un piccolo incoraggiamento.

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