Barriere

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Barriere

Da un'opera teatrale di di August Wilson. Pittsburgh. Troy, ex-promessa del baseball, lavora come netturbino, trascorrendo lunghe ore a bere gin con il suo amico Jim e prendendosi cura del fratello malato. Benché sia legato profondamente alla moglie e ai figli, si comporta con loro in maniera molto rigida, convinto che sia necessario fornire ai suoi ragazzi un quadro preciso di ciò che li aspetta in futuro.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: Fences
Attori principali: Denzel WashingtonDenzel WashingtonViola DavisViola DavisStephen HendersonStephen HendersonJovan AdepoJovan AdepoRussell HornsbyRussell HornsbyMykelti Williamson, Saniyya Sidney, Lesley Boone, Christopher Mele, Jason Silvis, Tra'Waan Coles, Joe Fishel, Mostra tutti

Regia: Denzel WashingtonDenzel Washington
Sceneggiatura/Autore: August Wilson
Colonna sonora: Marcelo Zarvos
Fotografia: Charlotte Bruus Christensen
Costumi: Sharen Davis, Suzy Freeman
Produttore: Scott Rudin, Denzel Washington, Dale Wells
Produzione: Usa
Genere: Drammatico
Durata: 139 minuti

Dove vedere in streaming Barriere

Emozionante / 29 Settembre 2017 in Barriere

USA, anni ’50. Troy (Denzel Washington, anche regista, straordinario come sempre) è un netturbino, sposato con Rose (Viola Davis, anche lei veramente ottima, ha vinto anche l’Oscar) vive una vita molto modesta ma, in fin dei conti piuttosto tranquilla e felice. Deve prendersi cura del fratello Gabe, con problemi mentali, è sempre con l’amico del lavoro Bono, ed ha, cosa più importante, due figli: Lyons, nato da una relazione precedente, e Cory, figlio suo e di Rose. Il carattere dell’uomo appare subito come elemento trascinante e caratteristico del film: parla sempre, gli piace raccontare storie e scherzare, ma al tempo stesso è uno che vuole sempre far valere i suoi diritti, specie nei confronti dei bianchi, e che è piuttosto deciso (per non dire di peggio) nell’educazione e negli insegnamenti che vuole impartire ai suoi figli, frutto anche di un’infanzia non certo facile. La vita sembra proseguire con la solita routine, con lui che ha da ridire di tutto e di tutti, che non riesce a stabilire un rapporto con il figlio Cory, al quale nega la possibilità di andare a giocare a football per la squadra della scuola ad esempio, e con il suo carattere insomma, sovrasta un po’ tutti, ad eccezione forse della moglie. Ma quando si troverà costretto ad ammettere di avere una relazione extraconiugale, le sue convinzioni, la sua posizione, tutta la sua personalità, cambieranno radicalmente. Che dire, film emozionante e toccante, che offri tantissimi spunti di riflessione e non annoia veramente mai, con una prima parte nella quale in pratica Denzel Washington non chiude mai bocca (a ribadire la personalità dell’uomo da lui impersonato) mentre andando avanti con il film la situazione si evolve con un’inevitabile cambio. Oltre che un grande attore, Washington fa vedere si saperci eccome fare anche alla regia. Bravissima come detto anche Viola Davis, e non sono certo da meno gli altri personaggi che compaiono nella vita familiare di Troy. Il film gode di una sceneggiatura solida, ottimamente trasposta. Senza alcun dubbio, un film da consigliare ampiamente, devo sempre vedere diversi candidati agli Oscar, ma certo questo film la nomination se la è meritata senza il minimo dubbio. E poi, Denzel Washington è praticamente sempre una certezza, lo voglio ripetere.

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barriere / 7 Marzo 2017 in Barriere

le interpretazioni sono superbe, sia quelle dei protagonisti che dei comprimari. ho apprezzato molto anche la scenografia, essenziale ma estremamente efficace nel restituire con poche location (davvero poche, una manciata) tutto un mondo di ristrettezze (anche morali), lavoro e onestà. Quello che nuoce è l’eccessiva verbosità del buon denzel. d’accordo che partiamo da una piéce teatrale, d’accordo che ‘le parole sono importanti’, ma due ore e passa di sproloqui alla lunga affossano quello che, con qualche concessione in più ai canoni cinematografici e qualcuna in meno a quelli teatrali, sarebbe stato un filmone assoluto. non mi pare giusto, in ogni caso, mortificarlo con una sufficienza risicata dato che alla fine mi è piaciuto e i suoi pregi, indiscutibili, li ha. però peccato.

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Bah…. / 1 Marzo 2017 in Barriere

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Denzel Washington bravissimo nell’interpretare un personaggio davvero scomodo….un padre, un marito talmente egoista ed egocentrico da mascherare tutto questo con fiumi di parole inutili. Un uomo senza valori, senza amore per gli altri, senza rispetto per nessuno, una brutta persona davvero e lui lo interpreta così bene da fartelo odiare.
Ho trovato Viola Davis bravissima….umana nella sua grande fragilità. Stupendo quando dice “Da adesso questa bambina ha una madre ma tu non hai più una donna.”
Per più di un’ora il film è stato tremendo…..pieno pieno….stracolmo di parole….veramente un tempo infinito che non passava mai. Nella seconda parte del film le cose migliorano per fortuna perché il film è davvero lunghissimo. Bah do la sufficienza solo perché gli attori sono strabravi ma non lo consiglierei da vedere….soprattutto perché alla fine nella morte questo uomo sembra quasi migliore di come è in realtà e non ha pagato per tutto quello che ha fatto agli altri….per fortuna i figli sono migliori del padre….e la sua morte ha portato finalmente la luce.

“Anche volendo non posso farlo sparire. Ormai è fatta.” Già.

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Un rivolo di parole che trova tra i caratteristi forme attraverso cui scorrere e generare emozioni. / 27 Febbraio 2017 in Barriere

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Dopo l’ampio successo teatrale ottenuto con Fences, Denzel Washington adatta per il cinema l’omonima pièce, che valse ad August Wilson il premio Pulitzer per la drammaturgia.
Una trasposizione che non tracima dal contesto, facendo presa fin troppo sulla platealità di tempi e linguaggi.
I dialoghi verbosi, ridondanti, ‘’eccessivi’’, non trovano oltre lo sfondo drammatico un vero spazio ove collocarsi, andandosi a sfumare fra le meccaniche e ampollose metafore sportive, che si possono enumerare nella pellicola.
Washington, difatti, sembra quasi smarrire l’idea di cinema, incastrandone egregiamente soltanto i tasselli fondamentali.
Un rivolo di parole, quindi, che trova però tra i caratteristi (interpretati magistralmente dallo stesso Washington, e da una Viola Davis stratosferica) forme attraverso cui scorrere e generare emozioni, per quanto intrappolati in una inconcludente vichyssoise verbale ( cit. ).
La pellicola, però, malgrado tutto, riesce a proiettare con estrema efficacia la figura sommessa, desolata, di un uomo ( Troy Maxson ) verso cui risulta quasi impossibile provare empatia. Una figura disadorna di quei valori che in fondo rispecchiano il ruolo di genitore e marito.
Denzel Washington è abile a descrivere un personaggio che vede nei suoi cari solo mere responsabilità. Oneri che nel tempo assumono i caratteri di un fardello. E nel suo egocentrismo, mascherato da severità, inanellare rimpianti, dolori e illusioni. Illusioni che creano barriere insormontabili.

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