2011

Faust

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Faust
Faust

Dall'omonima opera teatrale di Goethe. Germania, XVII secolo. Faust è troppo interessato ai piaceri della vita per riuscire a concentrarsi sulla scienza. Un giorno, Mefistofele gli si presenta offrendogli la sua amicizia ed un diabolico baratto.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: Faust
Attori principali: Johannes ZeilerAnton AdasinskyIsolda DychaukGeorg FriedrichHanna SchygullaFlorian Brückner, Antje Lewald, Maxim Mehmet, Oliver Bootz, Andreas Schmidt, Antoine Monot Jr., Lars Rudolph
Regia: Aleksandr Sokurov
Sceneggiatura/Autore: Aleksandr Sokurov, Marina Koreneva
Colonna sonora: Andrey Sigle
Fotografia: Bruno Delbonnel
Costumi: Lidiya Kryukova
Produttore: Andrey Sigle
Produzione: Russia
Genere: Drammatico, Fantasy
Genere:
Durata: 140 minuti

Deluso / 5 Settembre 2015 in Faust

Un medico tedesco depresso in cerca del senso della vita, oltre che di soldi, si rivolge a un usuraio per lasciargli in pegno un anello. L’usuraio è in realtà il demonio, e il dottor Faust finirà per lasciargli in pegno l’anima: tutto per poter passare una notte con la giovane Margarete.
Ricostruzione in costume iperrealistica (la miseria irredimibile che deve fare proprio ribrezzo) bistrattata dal formato e dagli effetti ottici. La stessa maniera estetica si riflette nel testo, elucubrazione dalle smanie intellettuali sulla natura del potere, che dovrebbe venire nobilitata dal pedigree goethiano con cui invece ha poco a che fare.
Una lezione fastidiosa, che ha oscurato il grande sforzo produttivo. Devo provare a rivederlo col muto (o magari in italiano, un doppiaggio venuto sicuramente meglio dell’originale).

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Oltre il verbo, oltre il senso. / 27 Febbraio 2015 in Faust

Rilettura monumentale dell’opera di Goethe, e in generale del Faust, protagonista della nota novella tedesca; da qui anche la scelta di non cambiarne la lingua.
Sokurov, facendo incursione nella letteratura dell’ottocento, magistralmente riprodotta nel suo contesto più crudo e viscerale, fissa l’ultimo tassello della sua tetralogia sulla natura del potere. E vi riesce con non pochi patemi, in quanto è un viaggio onirico fra le lande desolate della ragione, letali alla vita, e così care alla morte.
La morte, nera figura che aleggia nella pellicola; mortifera immagine che visita gli animi e le coscienze di una vita avara di emozioni. Una vita pronta a raccogliere le briciole dell’essenza lasciata dalla parola.
”In principio era il verbo”. ”In principio era il senso”.
Un motivo, e una risposta per dare un significato a questa fame, a questa inedia letale, che lascia agonizzante i sensi. E il faust, nella sua più umana, e selvaggia forma, è alla ricerca incessante di un qualcosa che soddisfi finalmente il suo appetito. E questo qualcosa non è la caduca tentazione offerta, né la mefistofelica lusinga; è l’ignoto, l’oltre esistenziale che ha non ha confini, né mete, perché il sapere è come l’ambizione umana, un pozzo senza fondo.
Una pellicola che richiede un certo impegno per poterla comprendere, in quanto come simil immagine di un sonno della morte, è soporifera, ma che restituisce tutti gli attimi spesi ad ammirarla.

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15 Marzo 2013 in Faust

Sicuramente un’opera non facile da comprendere e piena di riferimenti e allusioni.
Molto tetra, esasperata e mortifera.
Difficile (almeno per me) da giudicare.
In certi momenti mi interessava ma non nego che ho trovato DECISAMENTE fastidioso (ma sicuramente voluto… quindi giusto ritengo) il continuo contatto quasi angosciante di tutti i personaggi. Asfissiante e irritante.
Il film non riesco a definirlo.
Bello?
Brutto?
Direi difficile e particolare.
Sicuramente l’obiettivo di lasciare un senso di angoscia e di ossessione con me ci è riuscito.
Vederlo? Fate voi…
Ad maiora!

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Amo colui che sogna l’impossibile / 14 Marzo 2013 in Faust

Il Faust è un film che chiede al suo spettatore qualcosa in cambio, una sorta di patto come quello del suo protagonista con il Diavolo. Riesce a essere qualcosa di diverso per ognuno dei suoi spettatori e i suoi personaggi “schiacciati” ne fanno un film universale.

Fluida deformità / 24 Febbraio 2013 in Faust

Uno dei rarissimi esempi contemporanei di affascinante tecnica cinematografica. I fluidi movimenti di macchina sono incantevoli, Sokurov maneggia la mdp come fosse un pennello che scorre libero su una tela gigantesca (e la scelta della fotografia e dei colori lo dimostrano, sembra di essere catapultati in un dipinto di Bruegel). Forse un pò insistente ed eccessivo l’uso delle lenti deformanti o delle riprese con l’asse trasversale… Il concetto della deformità e mostruosità della razza umana era sufficientemente chiaro senza ribadirlo in continuazione e con così tanta manieristica insistenza.
Questo film mi ha ricordato un ibrido tra Lynch, Tarr, le arti visive performative e le installazioni.

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