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Recensione su Padri e figlie

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Bello come la fame / 16 ottobre 2017 in Padri e figlie

Dopo “Sette Anime” ho pensato di ridare un’opportunità a Muccino, ma devo dire che nemmeno qui ci siamo, anzi. L’idea di base mi pareva anche buona, ma il racconto, che vede un padre (Russel Crowe, un grande che però non cambia nulla), scrittore, perdere la moglie in un incidente di auto da lui causato (ancora?), e poi trovarsi alle prese con problemi di salute mentale per lo stesso, con una figlia da crescere (interpretata da Amanda Seyfreid da adulta). Il racconto non è narrato in ordine cronologico, in quanto si parte dal crash di cui sopra e si alterna la storia con la vita attuale -molto dura- della figlia, tra il lavoro di psicologa e una storia d’amore (e ti pareva) alquanto complicata per via del suo carattere, che verrà noiosamente narrato nel corso delle quasi due pesantissime ore di film. Si salva di questa roba solo il cast, che vede anche gente come Aaron Paul, Diane Kruger, Bruce Greenwood, Octavia Spencer e Jane Fonda, ma non basta affatto. Dubito che in futuro guarderò un altro film di Muccino, non è tanto il discorso che non sia il mio genere, è che sono proprio film piatti, scontati, noiosi e mal fatti, a mio modesto parere.

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