13 Luglio 2012 in Fascisti su Marte

Parodia del fascismo e soprattutto dei metodi di propaganda e comunicazione: la voce narrante, da cinegiornale del Ventennio, grottescamente aulica e forbita, ci accompagna per tutta la durata del film, riducendo a una manciata le battute direttamente pronunciate dagli attori. Anche le immagini (fortemente televisive) rievocano i cinegiornali e i film del muto (con tanto di cartelli per i dialoghi).
Per una buona metà le scene sono girate in seppia, ben adatte al paesaggio marziano e alla rievocazione dell’antico.
Non fosse per la riuscita satira del fascismo (che però in alcuni casi sfocia nell’iperbole) il progetto sarebbe, a mio modesto parere, fallimentare, soprattutto perchè sviluppa in un lungometraggio ciò che si poteva tranquillamente confinare in un breve sketch (che sarebbe stato maggiormente efficace per la minore prolissità e ripetitività).
6 di stima, per Guzzanti.

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