Recensione su Fargo

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Fargo / 30 Giugno 2020 in Fargo

“Fargo” è un film particolare: è un noir dove è il bianco a fare da padrone. Il bianco dell’innocenza che si contrappone al rosso del sangue.
Quasi tutti i personaggi sono mossi da un’insana voglia di guadagno, mai di riscatto sociale o di emancipazione. Si cerca ingannando il prossimo il miglior modo per avere soldi, per fuggire da una condizione di vergogna quasi esistenziale. La logica di Fargo è semplice: anche la persona all’apparenza più inetta può avere il demone del soldo dentro di sé. E’ così che nasce la violenza: forse possiamo individuare in questo una satira in chiave quasi splatter del capitalismo sfrenato americano.
Coen tuttavia dà la risposta al problema che il film pone, ovverosia “Come preservare la propria innocenza di fronte ad un mondo spietato?” La risposta sta nella semplicità, nel sapere apprezzare qualsiasi cosa la vita proponga, senza affannarsi alla ricerca d’un qualcosa che forse non è così importante. Una storia tanto semplice(pur avendo una sceneggiatura di calibro quasi letterario e una fotografia pazzesca) quanto esemplare.

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