Recensione su L'esorcista II: l'eretico

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1 Marzo 2017

L’esorcista II – L’eretico (Exorcist II: The Heretic) è un film concettualmente molto diverso dal capostipite, tanto da essere stato ributtato sia da Friedkin sia da Blatty (e anche dal pubblico). Quanto il primo è rigoroso, terrificante e claustrofobico, tanto l’altro è visionario, onirico, metafisico e ben poco orrorifico. Un impasto non perfettamente riuscito che sulla carta poteva portare a un altro capolavoro ma che così non fu. Il conflitto tra fede e ragione e bene e male, presente anche nel film di Friedkin, è qui meno manicheo. La scienza è la psicoanalisi non sono mostrati in modo negativo, così come la Chiesa, sana e amorevole per Friedkin, mostra nel sequel il suo lato più oscuro. Insomma, l’eretico del titolo, oltre a indicare uno dei protagonisti, potrebbe tranquillamente riferirsi anche al film stesso e al regista.

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