Exodus - Dei e re

/ 20155.7158 voti
Exodus - Dei e re

Dal libro biblico dell'Esodo. Mosè, ebreo cresciuto alla corte del Faraone come suo figlio, scopre le sue origini: decide di abbandonare la reggia, di riunirsi con la sua famiglia e con il suo popolo, per guidarlo fuori dall'Egitto.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: Exodus: Gods and Kings
Attori principali: Christian BaleJoel EdgertonJohn TurturroAaron PaulBen MendelsohnMaría Valverde, Sigourney Weaver, Ben Kingsley, Hiam Abbass, Isaac Andrews, Ewen Bremner, Indira Varma, Golshifteh Farahani, Ghassan Massoud, Tara Fitzgerald, Dar Salim, Andrew Tarbet, Ken Bones, Hal Hewetson, Christopher Sciueref, Emun Elliott, Kevork Malikyan, Alejandro Naranjo, Philip Arditti, Giannina Facio
Regia: Ridley Scott
Sceneggiatura/Autore: Steven Zaillian, Jeffrey Caine, Adam Cooper, Bill Collage
Colonna sonora: Alberto Iglesias
Fotografia: Dariusz Wolski
Costumi: Janty Yates, Ken Crouch, Cristina Sopeña
Produttore: Ridley Scott, Mark Huffam, Michael Schaefer, Jenno Topping, Peter Chernin, Mohamed El Raie
Produzione: Spagna, Gran Bretagna, Usa
Genere: Azione, Drammatico
Durata: 150 minuti

Noia alla massima potenza / 21 Maggio 2016 in Exodus - Dei e re

Storia estremamente noiosa oltretutto caratterizzata da alcune scelte decisamente discutibili. Ormai con Ridley Scott è così, o fa un grande film, o fa qualcosa di totalmente inguardabile. Oltre alla suddetta noia, e a trovate assurde come Dio in versione bambino, non convince neanche troppo il cast, peccato visti i grandi nomi in ballo. La storia poi è trita e ri trita…

Leggi tutto

Un bel Ridley, 6,5 / 27 Marzo 2016 in Exodus - Dei e re

A reimmaginare periodi storici carichi di tensione e ottimi effetti, Ridley Scott ci sà fare.
Un bel filmetto, confezionato con saggezza e coraggio (me lo aspettavo un polpettone!) invece è stato un film piacevole e ben recitato.
Discreto film da serata tra amici, 6.5.

Il voto sarebbe un 6.5 / 24 Novembre 2015 in Exodus - Dei e re

Film sulla figura di Mosè e la fuga dall’Egitto diretto da Ridley Scott.
Si comincia con Mosè (Christian bale) già adulto, fratello “adottivo” dell’ambizioso Ramses (Joel Edgerton) designato erede del faraone Seti (John Turturro). Il film ripercorre i passi biblici con l’allontanamento di Mosè, le dodici piaghe d’Egitto (spettacolari e drammatici alcuni eventi) e la fuga degli Ebrei.
La parte centrale, con l’allontamento di Mosè, è quella un pò più noiosa; per il resto scene spettacolari e il ritratto di un Dio non sempre benevolo (assume le sembianze di un bambino nei dialoghi con Mosè).
Grande cast, oltre ai nomi citati troviamo Aaron Paul nei panni di Giosuè, Ben Kingsley è l’ebreo anziano Nun, Sigourney Weaver è Tuya.

Leggi tutto

26 Febbraio 2015 in Exodus - Dei e re

Spesso la rivisitazione o rielaborazione del testo di riferimento è considerato un qualcosa di geniale da parte del regista, che nonostante le inevitabili critiche decide in tutti i modi di portare in scena la sua visione delle cose, il suo punto di vista. Tuttavia in questo caso l’ho trovato un semplice atto di piena arroganza. Mi chiedo cosa ci sia nella vera storia dell’Esodo da non meritare una chiara e precisa messa in scena dei fatti realmente accaduti.
Mentre le reali fondamenta di questo film vengono lasciate marcire, Scott si concentra su dettagli e sfaccettature inutili, di dubbio gusto e interpretazione.
Mosè è un generale dell’esercito di faraone, non conosce le sue vere origini e non crede nell’aiuto divino. La sua evoluzione nel corso della storia è inspiegabile quanto improbabile. Da abile e razionale stratega si trasforma in un folle ribelle, che nonostante le chiare apparizioni e segni divini continua a dubitare della sua potenza.
Indubbiamente Mosè, per la sua lunga permanenza alla corte egiziana, fu istruito diventando un uomo potente presso la corte del faraone con notevoli doti fisiche e mentali; infatti la scelta di dipingerlo nel modo sopra citato ha la sua logica; tuttavia è la caratterizzazione successiva che lascia a desiderare. Peccato per l’ottimo Christian Bale, che nonostante il personaggio, fa sempre la sua buona figura. Per non parlare di altri attori del cast che non vengono minimamente sfruttati. Sono delle semplici comparse.
Nel tentativo di placare una rivolta degli schiavi ebrei, Mosè conosce Nun, anziano del popolo prigioniero e padre di Giosuè. Sarà egli ha rivelargli la sua vera identità: è un ebreo.
Viene convocato ad una riunione segreta da Nun e non appena esce prende ed uccide due egiziani di guardia senza un reale motivo. La cosa viene fatta sapere al faraone che scopre la verità sul suo conto e lo manda in esilio. Dopo un lungo viaggio nel deserto Mosè raggiunge una località di pastori, conosce una bella donzella, la sposa, ha un figlio e tutto sembra andare per il verso giusto fino a quando…viene girata la scena più ridicola che abbia mai visto.
Il roveto ardente con il quale Dio gli parla per la prima volta, è una piccola, insignificante piantina in fiamme con un bambino al fianco, che parla come un moccioso viziato mentre Mosè è immerso completamente nel fango con un evidente commozione celebrale visto quello che vede; e no bimbo, no mi raccomando non dargli una mano. Dio quindi sarebbe il bambino? No, è un semplice messaggero. Questa dovrebbe essere una delle scene principali: Dio deve dare a Mosè l’incarico di salvare il suo popolo. In realtà lo guarda affogare nel fango; Mosè giunge da solo alla conclusione di tornare dal suo popolo e il bambino – dio non l’ho aiuta ad arrivarci neanche con le domande giuste.
Passano 9 anni e Mosè torna in Egitto. Aaronne, il fratello, colui che dovrebbe parlare per Mosè dinnanzi al faraone, è un insulso personaggio di contorno. Viene invece dato spazio al solito fratello- cugino- parente Ramses, che non viene dipinto come un sovrano malvagio e avido di potere, nonostante voglia a tutti i costi che i preziosi schiavi ebrei portino a compimento il suo regale palazzo e la sua tomba dove passerà il resto dell’eternità dopo la sua morte.
Succedono poi molte altre robe che ora non ricordo, fino a quando il bimbetto decide che è arrivato il momento di scatenare le dieci piaghe sull’Egitto.
Le piaghe sono intese, almeno in parte, come una catastrofe naturale, scatenata dalla pazzia d’alcuni coccodrilli che inspiegabilmente hanno ucciso e si sono uccisi tra loro. Questa azione di conseguenza ha trasformato il Nilo in sangue, e ha portato le rane, le locuste, i foruncoli ecc…
Supponiamo di accantonare tranquillamente tutte queste cose. Seduto sulla poltrona del cinema, stanco, affaticato e oppresso, ho posto quel minimo di fiducia rimasta nella divisione del Mar Rosso. Eppure Scott è riuscito a rovinare anche quello: il mare non si divide. Semplicemente alza i tacchi e va via. Perché? Questione di maree.
In conclusione: non era meglio Il Principe d’Egitto?

Leggi tutto

2 Febbraio 2015 in Exodus - Dei e re

Un Egitto che non sembra Egitto. va bene che è stato girato in Spagna e non nel deserto sabbioso ma come mai per tutto il film c’è sempre un cielo con una tempesta incombente? Mai una giornata di pieno sole, nemmeno nei giorni felici con la sposa Zipporah. Sebbene non posso certo dire di essere un esperto ma anche nei costumi e nella scenografia mi aspettavo qualche cosa di diverso, abituati a vedere il popolo dell’antico Egitto vestito solo di un gonnellino bianco mi sembrava di trovarmi quasi in un fantasy medievale.
Non un film religioso, forse un film sulla solitudine del protagonista anche se non pienamente a fuoco nella scrittura, all’inizio ricorda altri film peplum (quelli seri però) poi sembra voler raccontare la persecuzione e l’esodo del popolo di Mosé come una metafora dell’Olocausto, il faraone Ramses diventa infatti uno spietato nazista e una frase sul finale ricorda che il popolo in fuga dall’Europa nel dopo guerra sarebbe stato visto comunque come un invasore.
Se con Hoah mi sono fatto tante belle risate con questo film purtroppo mi sono solo annoiato.

Leggi tutto
inserisci nuova citazione

Non ci sono citazioni.