Recensione su Ex Drummer

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3 Maggio 2013

Ex Drummer.

Da dove cominciamo ?
Non conoscevo il regista della pellicola, né il libro da cui la vicenda prende spunto. Mi è piaciuto ma non come speravo.
In maniera semplicistica, questa è la storia di un gruppo musicale con una caratteristica rilevante: “E’ composto da persone con handicap”. Il quartetto vede come protagonisti un uomo irascibile e misogino, un altro sordo e poco attento verso la figlioletta, il terzo invece soffre di un attaccamento morboso per la madre, l’ultimo invece non è capace di suonare la batteria… questo è l’handicap di Dries, la cosa l’ho trovata divertente, infatti è uno scrittore che fiuta l’occasione di fare i soldi, plasmare a sua immagine e somiglianza quello che andrà a partecipare a una specie di “lotta fra band” e non rinuncerà a risolvere, con la forza, determinati problemi. Il gruppo è una sua creatura. Per quasi due ore della nostra vita veniamo catturati, trasportati, “legati” come il padre di uno del gruppo, assorbiamo tutto quello che vediamo. Non vediamo scene piacevoli, non siamo di fronte a una pellicola rose e fiori, regnano sovrane la violenza e il degrado esterno ed interno.

Il film in questione ha un po’ del più celebre Trainspotting, impossibile non notare delle affinità fra il primo e questo titolo con la sola differenza che Ex Drummer è molto più crudo e purtroppo/per fortuna meno noto. Basti pensare alla scena della morte di una bambina, figlia del sordo. Non si ferma a questo, la pellicola mischia umorismo nero, politicamente scorretto, (prendete la scelta del nome del gruppo “The Feminists”) a scene particolarmente violente, la sequenza finale fa guadagnare molti punti a un film che non ha grossi obiettivi a parte quello di sconvolgere.
Ho trovato interessantissimo il rapporto che hanno i quattro, come la vita del gruppo, in origine un trio, viene sconvolta dall’arrivo dello scrittore e soprattutto mano a mano che il film scorre, viene fatta luce sull’io dei personaggi, ne scopriamo tutte le sfaccettature e ciò esplode in un finale col botto.
Queste sono le caratteristiche positive, vi è qualcosa di negativo nella pellicola. Per certi versi è esageratamente esagerato. E non parlo del pene di 50 cm. Nessuno vorrebbe un ca**o di 50 cm, al limite lo usi come mazza da baseball, come attrezzo per appenderci i cappelli o come bastone quando alle feste si fa il limbo; né alla scena dove si entra nella vagina della ragazza di Big Dick. Mi riferisco alla gratuità della violenza (verbale e fisica) presente in alcune scene come a voler sottolineare la voglia di sconvolgere, scioccare… cosa che a mio avviso è una pecca e non una virtù ma questa è una mia opinione.

Note del Don
Non credo di averne apprezzato appieno il tutto poiché ho visto una versione made in Youtube e l’audio era pessimo.. poi mettici pure che non ho conosciuto la cultura punk il che è tutto un dire.
Mea culpa.

DonMax

3 commenti

  1. yorick / 3 Maggio 2013

    L’ho visto anch’io da poco e, sì, si lascia guardare (più di Trainspotting, quantomeno), ma l’ho trovato troppo compiaciuto nel mostrare la crudezza e la crudeltà delle vite di quei disperati.

    • DonMax / 3 Maggio 2013

      Esatto, sembra il classico titolo realizzato perché deve sconvolgere a tutti i costi. Sembra che si siano messi a tavolino tutti, dai produttori, al regista agli attori e che abbian detto: “Allora, dobbiamo fare un titolo eccessivamente eccessivo. Idee ?”

      La sostanza c’è. Parte benissimo è solo che è troppo.
      Troppo tutto.

  2. sempreassurda / 20 Agosto 2013

    Io ho abbandonato a 45′ , la gratuità del tutto mi scocciava e vedo che non sono l’unica, mi consolo pensavo di essere diventata una Amish e pure bigotta.

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