Recensione su Tutti vogliono qualcosa

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Linklater old school, bel risultato / 21 giugno 2017 in Tutti vogliono qualcosa

Richard Linklater filma quello che può tranquillamente definirsi il sequel (anzi, vista l’ambientazione) prequel di “Dazed and Confused”, un po’ per i luoghi, un po’ per i personaggi, un po’ per cosa succede nel film. Siamo nel 1980 ed un giovane ragazzo arriva nella nuova casa che condividerà con i compagni universitari, nonché compagni di squadra: i ragazzi infatti giocano a baseball. Ma, praticamente come nel film detto sopra, il fulcro del film è nel raccontare semplicemente il passaggio, o la transizione, da una fase all’altra della vita, nel modo più scazzato e divertito possibile. Non mancano infatti alcool, droga, musica di ogni genere e soprattutto tante, ma tante belle ragazze. Sulla trama poi onestamente non c’è troppo da dire, perché si segue questo ragazzo e i suoi amici (dove ci sono i classici soggettoni, il tizio che rimorchia un botto, quello mezzo matto, i nerd e così via) che in tre giorni dall’inizio delle lezioni universitarie, se la spassano alla grande. Detto così potrebbe sembrare un po’ una boiata, ma il bello del cinema di Linklater è quello di mostrare di fatto quello che effettivamente succederebbe in una situazione reale. E ci riesce bene, l’intrattenimento è sempre ottimo e gli attori, tutti molto giovani, se la cavano egregiamente. Non saprei dire chi diventerà importante, non vorrei tirarla a nessuno, però ricordiamoci che in “Dazed” c’erano, tra gli altri, gente come la Jovovich, Ben Affleck ed un certo Matthrew McCounaghey…quindi chissà. Per gli amanti di questo genere, un’ottima commedia, nostalgica al punto giusto e simpatica nello stesso modo.

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