Recensione su Evangelion: 1.0 You Are (Not) Alone

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You Are (Not) Wrong / 10 Gennaio 2014 in Evangelion: 1.0 You Are (Not) Alone

Come si reagisce all’annuncio del reboot di una serie che è piaciuta alla follia?
Non so la maggior parte dei fan ma io, personalmente, ho avuto i brividi.
Anno comunicò un po’ di anni fa che Neon Genesis Evangelion, la sua creatura di maggior successo, avrebbe conosciuto una versione cinematografica composta da quattro pellicole, abbellita da animazioni di grande livello, aggiunta di scene assenti nella serie originale, piccole modifiche e grosse sorprese.
Nasce così il progetto Rebuild Of Evangelion. Ora, le domande che mi hanno accompagnato prima di visionare questo film erano numerose, e tutte molto “ottimiste”.
Perchè rebootare una serie già di successo? Evangelion è del 1995 è ancora oggi è oggetto di discussione tra gli amanti dell’animazione. Non mi sembra che abbia bisogno di qualcos’altro che possa contribuire a renderlo ancora più famoso.
Perchè farne una versione di quattro film per il cinema? La serie “classica” era composta da ventisei episodi. Tra tagli, modifiche e aggiunte varie c’è il forte rischio di snaturare l’opera.
Perchè abbellirla con animazioni moderne? La prima serie in effetti era discutibilissima su questo piano ma diciamocelo: ciò aveva contribuito anche ad aumentarne notevolmente il fascino.
E tante altre erano le domande. Ma non si può nemmeno lontanamente immaginare la sensazione scaturita nel vedere abbattute tutte queste perplessità e questi dubbi dopo quasi un’ora e quaranta di film.
Evangelion 1.0 You Are (Not) Alone ricalca fedelmente l’inizio della storia, ma soprattutto non infanga la bellezza dell’atmosfera di angoscia ed epicità generata dalla serie originale. Le scene tagliate non influiscono minimamente sull’andamento della trama, quelle aggiunte sono un numero blando e non infastidiscono per nulla lo spettatore. La componente introspettiva delle vicende svolte a Neo Tokyo 3, data dai timori, dalle paure e dai dubbi di Shinji sul suo rapporto con gli altri e con l’Evangelion è forse qui leggermente meno intensa e profonda rispetto alla controparte televisiva, ma non per questo scadente. Anzi, considerando la durata della pellicola, essa è inserita magistralmente in tutto il contesto.
Le animazioni, come già accennato, sono di grande livello e permettono alla pellicola di guadagnare punti sotto il profilo estetico. Anno, con un budget misero a disposizione nell’opera originale, qui è meno limitato e trasmette allo spettatore tutta la sua voglia di voler sperimentare ogni possibile esaltazione di luci, colori e sequenze. Come un bambino desideroso di muoversi che, dopo aver portato per un po’ un triciclo, può finalmente sfogarsi quando riceve in regalo la sua prima bicicletta.
La scelta azzeccata è stata anche l’aver mantenuto alcune sequenze invariate rispetto al predecessore (come il primo “incontro” tra Shinji e l’Eva-01) o alcune particolari pose o inquadrature che avevano contribuito a fare di NGE un cult. Un esempio concreto è la posa “mani davanti alla bocca” di Gendo Ikari. Riguardo alla serie, correva voce che il personaggio mantenesse questa posa spesso per permettere allo studio di risparmiare qualcosina sulle animazioni. La bizzarra posizione del padre di Shinji, risultò curiosa per i fan della storia, ma divenne in breve tempo memorabile e contribuì a rendere più carismatico il personaggio. Anche nella pellicola, questa particolarità di Gendo è mantenuta.
In conclusione You Are (Not) Alone appaga per quell’ora e quaranta che è la sua durata e rassicura lo spettatore sull’effettiva creazione del progetto Rebuild Of. Forse gli altri film potranno compiere dei passi falsi e non essere altrettanto entusiasmanti, ma intanto questa prima pellicola fa centro.

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