Essential Killing

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Essential Killing

Afghanistan. Mohammed viene catturato dall'esercito statunitense e portato in un campo di prigionia in Europa. Grazie a un evento fortuito riesce a scappare. Intorno a lui sterminate foreste innevate e un territorio in cui la sopravvivenza non è affatto scontata. Braccato da un esercito non meglio identificato, prosegue la sua corsa verso un non-si-sa-dove, che lo trasforma profondamente. Il film ha vinto il Premio Speciale della Giuria al Festival di Venezia 2010 e la Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile (Vincent Gallo/Mohammed).
wigelinda ha scritto questa trama

Titolo Originale: Essential Killing
Attori principali: Vincent GalloEmmanuelle SeignerDavid L. PriceZach CohenIftach OphirNicolai Cleve Broch, Stig Frode Henriksen, Dariusz Juzyszyn, Janusz Wojtarowicz
Regia: Jerzy Skolimowski
Sceneggiatura/Autore: Jerzy Skolimowski, Ewa Piaskowska, James McManus
Colonna sonora: Paweł Mykietyn
Fotografia: Adam Sikora
Costumi: Anne Hamre
Produttore: Jeremy Thomas, Jerzy Skolimowski, Andrew Lowe, Peter Watson, Ewa Piaskowska
Produzione: Polonia, Norvegia, Ungheria, Irlanda, Francia
Genere: Azione
Durata: 84 minuti

15 Ottobre 2012 in Essential Killing

Un film che vive di suoni e di immagini. Essential killing è questo. La storia conta meno e la politica non c’entra affatto.
Vincent Gallo ribadisce una volta di più il suo talento di attore indipendente e sceglie di interpretare un ruolo difficile, in cui l’espressione vale più di mille parole e riesce ad essere davvero convincente.
Essential killing è un film elegante, che non condanna, ma osserva, non teorizza ma studia. Un esperimento riuscito ed apprezzato.

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Ho avuto voglia di dire “Wow!”… / 4 Ottobre 2012 in Essential Killing

…quasi da subito, e sempre più, via via che le immagini scorrevano e, insieme a loro, un’espressività densa, carica, intensa.
Infatti, Essential Killing non è un film in cui la trama conti molto, ma è un film di una narratività assoluta. Può sembrare una contraddizione, invece è uno di quei casi in cui il cinema mostra fortemente se stesso, in tutto il proprio potere evocativo, narrativo, comunicativo.

Essential Killing è un film in cui la sceneggiatura si regge più sui rumori che sulle parole. […] Senza i sottofondi musicali, e l’incredibile esplorazione di suoni, rumori, scricchiolii e scoppi, questo film non avrebbe lo stesso fortissimo impatto. Skolimowski ha saputo usare questo registro con quella sintesi di chi ha grande competenza, traendone il massimo della significatività, fino a poter fare a meno del verbale, ridotto all’osso, e che si dimentica in fretta, perché non sta lì il punto.

Essential Killing non è un film corale, o con un soggetto collettivo, al contrario di quanto prospettano di solito i film di guerra – e a dire il vero, tutto sommato non è nemmeno un film di guerra – militare, ma questo è un altro discorso. Essential Killing è uno di quei film in cui l’uomo si misura con se stesso e con la propria natura, senza tuttavia, in questo caso, ricorrere al filtro della riflessione e della razionalità. La situazione è estrema. […] Ma quante volte l’uomo è stato così refrattario alla valutazione della propria condizione, fosse anche solo per trovare una soluzione, qualcosa che lo portasse oltre, lo facesse andare avanti?

Il punto è che l’uomo di Essential Killing non ha un oltre da raggiungere, e nessun posto dove andare, non sembra esista una meta – e tanto meno una possibilità concreta di raggiungerla – incolume, poi. Tutto ciò che esiste è la sopravvivenza: un moto continuo, uno sforzo senza tregua, una spinta che non ha flessioni, e in nessun momento c’è un’elaborazione, un pensiero, un’evoluzione. Al contrario, l’uomo di Essential Killing diventa sempre più solo un esemplare di quella specie vivente a cui appartiene, una specie fra le tante, in verità, nelle quali ciò che domina è comunque l’istinto: puro, diretto, essenziale, appunto.
[…]
La guerra, l’Afghanistan, l’Islam, la prigionia, la Polonia, l’inseguimento sono un espediente di contorno che aiuta a giustificare la situazione, ma che in realtà sembra dire che le ragioni per cui l’uomo di Essential Killing avrebbe potuto trovarsi in quelle condizioni sono molte, e molto diverse.

Tuttavia, Skolimowski sceglie la guerra. E sia. Ma il risultato non cambia, anzi valorizza ancora di più questa pellicola mostrando un modo completamente diverso di trattare temi di solito affrontati con dispiegamenti di forze, grandi eserciti, comandi perentori, improperi, e sentimenti, profluvi di sentimenti – coraggio, eroismo, senso del dovere, senso di identità, cameratismo, odio generalizzato ecc. ecc. Niente sentimenti, qui. Non ce n’è nemmeno uno, nemmeno in Margaret, anche lei mossa più da un proprio istinto di sopravvivenza – dalle condizioni diverse, ma pur sempre tale – che da una vera compassione verso Mohammed.

Insomma, Essential Killing è davvero una piccola perla, che ho visto quasi per caso, e che ancora una volta mi fa rimpiangere sistemi di distribuzione tarati su ben altri criteri che non siano la “commerciabilità”.

Skolimowski, keep going!

P.s.
Quello che c’è scritto tra […] può essere letto qui http://wp.me/p1SgpE-9X 😉

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