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Recensione su Fuga da Los Angeles

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Continuate a chiamarlo Jena ! / 28 maggio 2014 in Fuga da Los Angeles

Ci sono remake e remake, ci sono sequel e sequel.
Si può interpretare la mia frase come si vuole e così un parere diverso tutti possono averlo. Quando io penso a Fuga da Los Angeles mi viene ovviamente in mente il suo personaggio: Jena.
Il ritorno di Jena, si sarebbe un po’ potuto così chiamare. Certo, questo sequel è molto simile al sempre di carpentiana fattura Fuga da New York. Insomma, non ci sono solo taluni elementi in comune che li fanno rassomigliare. Piuttosto, sono, a livello di plot narrativo e di struttura delle vicende, quasi identici ed anzi sono piccoli elementi che evidenziano le piccole differenze tra l’uno e l’altro. Questo secondo capitolo è pieno di action, molta action, e di battute tamarre che però non hanno il solo merito di rimembrarti lo stile di Carpenter, piuttosto lo riprendono in maniera sì, criticabile e opinabile, ma comunque piuttosto chiara e che sortisce un effetto notevole. Kurt Russel ancora straordinario diretto da Carpenter sigla forse un film migliore e più esaltante del precedente, anche se più voti li do al precedente per l’innovazione non trascurabile che ha saputo apportare. Insomma, aprirsi alla novità non vuol dire per forza denigrare un’opera del genere. Questo è detto da uno che odia i remake, ma penso che Fuga da Los Angeles non avrebbe avuto senso se fosse stata una copia banale fatta da un regista commerciale. Invece, il regista è sempre Carpenter e il suo talento è lo stesso indiscutibile. L’immagine evoca nello spettatore addirittura un piacere superiore, accompagnato da un tono più grezzo e feroce, ma efficace e convincente nel suo essere tale. Dunque, prendiamolo per cio’ che è e rendiamoci conto che stiamo parlando di un lavoro sensazionale.
Non c’è neanche il rinuncio a quello che può essere un senso simbolico e significativo, a tal proposito la verità è da ricercarsi nella sceneggiatura e nella battuta finale che, detta nel suo contesto pertinente e detta da un attore al meglio della forma mentre interpreta il SUO personaggio, suscita un effetto devastante. Perciò, continuate a chiamarlo Jena ed a portargli rispetto !

2 commenti

  1. Bisturi / 28 maggio 2014

    “1997” è intoccabile! Senza dubbio superiore a questo pur ottimo sequel, decisamente meno tetro del suo predecessore, più colorato e “comico”. Oggi film così ce li sognamo. Carpenter insegnerà sempre cosa significhi star dietro una macchina da presa! @alex10

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