Recensione su Ernest & Célestine

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3 agosto 2014

Come spesso accade nel mondo degli umani, i pregiudizi, l’intolleranza e lo sprezzo irrazionale che cercano di tramandare gli adulti, ormai sporcati da pregiudizi e convinzioni, non ha effetto sui più piccoli.

E questo è solo uno dei tanti insegnamenti che si può ricavare da Ernest & Celestine, delizioso gioiello dell’animazione europea, che concettualmente parlando, avrebbe avuto la meglio su Frozen – Il regno di ghiaccio, suo concorrente all’ultima corsa agli Oscar.

Quella raccontata infatti, è la storia di un’amicizia che sfonda i confini della diversità, che si fa “beffa” delle dicerie sull’una e sull’altra razza (topi e orsi), rivali sin da tempi immemori. Ernest & Celestine incarna perfettamente il dramma, ma ne parla con così tanto cuore, che oltre a far presa su un pubblico di minori, riesce a catturare anche gli animi più invecchiati e disillusi.

E’ Benjamin Renner ad animare con grande capacità i libri dell’illustratrice Gabrielle Vincent (celebre in patria), dalla quale è stato tratto il soggetto. Animazioni fluide, delicate. Arricchite con suggestione dalla grazia degli acquarelli che trasformano i movimenti pennellate, in scie di colore pastello.

Ernest & Celestine ha fatto della semplicità il suo elemento vincente, riuscendo in tutto e per tutto ad essere un grande film. Oltre che un promemoria per la vita.
(…ha strappato persino una lacrima a me, che c’ho il cuore di pietra.)

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