Recensione su Era mio padre

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Hanks fuori ruolo / 27 Gennaio 2018 in Era mio padre

Un gangster movie fuori tempo massimo, fotografato in maniera esemplare da Conrad L. Hall a cui è dedicato il film. Io dico che Mendes ha fatto una serie di madornali errori di casting a partire da Tom Hanks nei panni di un protagonista che doveva avere i tratti del duro; non che io sia della teoria lombrosiana, ci sono anche ottime eccezioni che confermano la regola del volto rude e spigoloso per il gangster, ma il pacioccone Hanks non è tra queste. Il rapinatore giuggiolone, reso ancor più goffo da uno spolverino più largo di qualche taglia, viene accompagnato da un inadatto e impacciato giovane Tyler Hoechlin. Anche il grande Paul Newman, qui all’ultimo ruolo della sua brillante carriera, non pare molto a suo agio nei panni del padrino di turno. Ne esce invece molto bene Jude Law nei panni del viscido fotografo-killer dalla calvizie incipiente, così come Daniel Craig in quelli dell’irascibile e stupido figlio di papà. Musiche di Thomas Newman un po’ farraginose, ci sono alcune sequenze che valgono l’intero film come quella della resa dei conti finale, in cui l’immagine dell’ammazzato compare da una porta a specchio che si apre.

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