Recensione su Lui è tornato

/ 20157.0221 voti

Non riuscito / 13 Aprile 2016 in Lui è tornato

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Un film estremamente discontinuo nel rapporto tra forma, contenuto e narrazione.
La premessa è interessante e ricca di spunti altrettanto buoni, basta pensare al parallelismo ebrei/islamici, o al contributo dei media nel consolidare la popolarità di persone dagli ideali discutibili. Questo è il contenuto, ovvero mostrare la facilità con cui l’ideologia di estrema destra sia ancora in grado di attecchire nella società odierna. Bene. Peccato che poi tutto venga rovinato.
Regia e fotografia a tratti sono davvero poco adatte. In alcuni frangenti siamo di fronte a un livello da webserie e non va bene (poi i soldi saranno pure stati pochi, ma diamine). In aggiunta a ciò alcuni passaggi della narrazione sono veramente poco ragionati (video del cane e presa di coscienza del ragazzo sull’identità del Tv-Hitler). Poco riuscito è anche l’umorismo, che oltre a mescolarsi male alla parte “alta”, è già di per sé abbastanza inefficace.
Il punto focale del film, a mio avviso, è la raccomandazione che la direttrice del canale rivolge a Hitler prima di farlo andare in onda. Qualcosa tipo “Siamo d’accordo sul non parlare di ebrei? Vero?”. Come se, tolto l’antisemitismo dagli ideali nazisti, il resto fosse perfettamente adatto alla nostra società.

1 commento

  1. majak / 31 Luglio 2016

    Giusta recensione. Quoto in particolare l’osservazione conclusiva, e attribuisco a questo punto (che, dici bene, è “focale”) se il “messaggio” è risultato smorzato se non addirittura rovesciato. Pareva che la critica alla credulità del popolino, che si getta in pasto ai populisti di estrema destra oggi come allora, si stesse delineando nelle prime “interviste” ai passanti (il gentile signore che riaprirebbe i lager e così via). Invece, l’immagine complessiva che si ha della retorica del personaggio-Hitler, è distante anni luce da quella dei suoi miseri corrispettivi attuali, a cui pure fa riferimento il finale (la Le Pen, ma anche il nostro Salvini). Al personaggio Hitler non si mettono in bocca le idiozie da ignorantone che oggi vengono propalate da tanta estrema destra (più o meno consapevole) e che fanno colpo sui boccaloni che avrebbero votato Hitler nel 1933. Al contrario, “tolti gli ebrei” ne emergono comizi addirittura di buon senso: la crescita demografica è irrisoria, ma del resto come si può far figli in questa società? Stiamo cadendo nell'”abisso” della tv spazzatura e ne restiamo istupiditi senza rendercene conto, eccetera. Osservazioni, appunto, di buon senso. Perché questo film è scritto in modo tale da far sembrare che il nazismo, tolto l’antisemitismo (che pure ne era una componente essenziale, e niente affatto accidentale, come a torto sostengono quelli che “l’unico sbaglio del nostro Duce è stato allearsi coi tedeschi1!1!”) sia QUESTO?

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