Recensione su Equals

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Incipit interessante, ma poi domina la noia / 9 settembre 2017 in Equals

Futuro non meglio specificato. La razza umana è stata quasi interamente sterminata dalle guerre. In una società chiamato “Collective” si trovano gli “Equals”, esseri umani scampati alle guerre passate, e ormai concepiti direttamente lì. Una società che, nel suo stile futuristico ma al tempo stesso molto sobrio, sembra perfetta: niente malattie, lavoro, nulla da temere. Peccato però che questi umani siano il prodotto di sperimentazioni atte a cancellare i sentimenti di ogni tipo, che sono quelli che hanno portato, secondo chi ha fatto questa scelta, alla quasi fine dell’umanità. In alcune persone però si risvegliano questi sentimenti, e la “malattia”, in realtà incapace di essere curata, finisce con il portare i soggetti alla detenzione e poi all’induzione al suicidio. Sono diverse le persone a cui questo è capitato, e puntualmente capita anche al protagonista Silas (Nicholas Hoult), che lavora proprio allo studio dell’antica società -e di quella rinata al di fuori della loro “enclave”- che si innamora, ricambiato peraltro, della collega Nia (Kristen Stewart). Dopo diversi problemi (anche se mi aspettavo molto di più) i due alla fine cercano un modo per lasciare la società nella quale vivevano e tornare al mondo “primitivo”, dove le emozioni non sono certo vietate. Un film deludente, parte bene, con tutte le carte in regola del buon film distopico (come detto prima, colpisce molto la sobrietà mista all’elevato livello tecnologico, oltre che l’uniformazione dei vari individui) ma poi finisce per proporre quello che va tanto di moda ora, ovvero il film distopico con protagonisti i giovani e l’amore. La mancanza di una minaccia vera e propria (tipo, che so, una roba alla 1984) non aiuta, in realtà, una volta appresa la situazione, il timore e la paura che dovrebbe trasmettere un film del genere non si hanno mai, in compenso ci si rompe con le storia d’amore impossibile e proibita vista e rivista. Gli attori fanno benino il loro compito, si nota anche Guy Pearce nel resto del cast. Comunque sia, occasione di far qualcosa di diverso abbastanza malamente buttata.

2 commenti

  1. Noloter / 9 settembre 2017

    A primo acchito mi ricorda molto il concept alla base di “Equilibrium”, pellicola di una quindicina di anni fa con Christian Bale; anche lì ci si trova in una società distopica che ha negato emozioni e sentimenti per prevenire guerre, violenza e aggressività in generale.

    • nighthawk989 / 9 settembre 2017

      Sì ho presente anche quella, e ricordo di essere rimasto abbastanza deluso anche da quel film, probabilmente mi aspettavo tanto per la presenza di Christian Bale, ma proprio ricordo che non mi colpì 🙁

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