Recensione su Elle

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UN PAULVERONE / 22 Gennaio 2018 in Elle

Avevo perso le tracce di Paul Verhoven da tantissimo tempo, direi dai tempi di “Starship Troopers” e la cosa francamente mi dispiaceva. La sua filmografia è costellata di opere preziosissime, specialmente per il genere fantascientifico. Tra gli anni ’80 e ’90 ha fatto parlar di sé per le sue pellicole infarcite di violenza e sesso morboso. Poi l’eclissi. Ed ecco che nel 2016 torna con un film che tratta i suoi argomenti preferiti…sesso e violenza.

Il film indossa l’abito elegante del thriller ma per la maggior parte del tempo si oscilla tra la commedia ed il dramma. C’è una identità da scoprire ma devo dire che la mia attenzione è stata enormemente stimolata dopo che questa viene rivelata. Questa scoperta vi farà scattare un sacco di domande.

Isabelle Huppert è magnetica, seducente, cinica…semplicemente un gigante.
Tutto ruota intorno alla sua Michele (elle in francese significa lei e forse è il diminutivo di michele).

In definitiva si tratta di un buon film ma sopratutto di un grande ritorno per un regista messo da parte troppo presto.

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