Recensione su El Topo

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7 marzo 2013

E’ sicuramente un film pieno di troppe cose. E’ un film western, con il classico giustiziere solitario che applica la vendetta in un mondo senza giustizia; è un film social/politico, con la rappresentazione dei derelitti e soprattutto del potere, grottesco, violento, turpe, vizioso (quasi pasoliniano); è un film di formazione e di ricerca di se stessi, il protagonista cerca di essere il migliore, cerca la perfezione e deve superare delle prove, che sono più etiche che reali; è un film visionario (Jodorowsky era un surrealista, fra le tante cose), in cui a volte i desideri, i pensieri non si scindono dal reale; è un film mistico, in cui ascesi, religiosità (i capitoli sono 4 dalla genesi all’apocalisse), ricerca interiore si mischiano vorticosamente.

Alcune parti le ho trovate molto belle, il vagare del Topo con il figlioletto nudo nel deserto, le prove contro i 4 pistoleri, ognuno con una caratteristica diversa, ma tutti superiori al protagonista che li sconfigge con l’inganno e l’omicidio. Alcune decisamente confuse, soprattutto nel finale.

Particolare è il ruolo del femminile, ci sono la mamma da uccidere simbolicamente per entrare nella vita adulta, la donna supina al potere maschile e maschilista, la donna tentatrice, una eva amorale, e traditrice che uccide il protagonista preferendogli una sua versione al femminile, stesso costume, stessi colori, la freak che accompagna il monaco nel suo percorso di salvezza ( un po’ cieco, per l’appunto) dei suoi simile e che sarà poi portata via dal nuovo giustiziere solitario, il figlio cresciuto del protagonista.

4 commenti

  1. Stefania / 7 marzo 2013

    Qualche giorno fa, mi sono procurata il dvd: mi incuriosisce.

  2. tiresia / 7 marzo 2013

    psicomagia? :-)) io non ci capisco nulla

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