Recensione su Eine murul

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Concerto campestre / 17 Giugno 2013 in Eine murul

“I giorni passano uno dopo l’altro, sempre uguali, sempre gli stessi. La routine e le necessità quotidiane ti costringono ad una vita monotona, grigia, squallida, senza sorprese. Oggi, però, è un giorno diverso dagli altri: devo assolutamente procurarmi delle mele. Sarà difficile, quasi impossibile; dovrò ricorrere al baratto, al mercato nero, dovrò mortificarmi, umiliarmi. Ma queste mele devono venir fuori. Costi quel che costi.
Intanto, tutti mi squadrano con attenzione, nei loro sguardi leggo una certa sorpresa, un certo disagio. Devono pensare che non faccio parte di questo mondo, non sanno spiegarsi la mia presenza tra loro. Loro, così uniformati, così simili. Così spaventati.
Un uomo viene trascinato con forza da due militari, faccio finta di niente, ho uno scopo impellente da perseguire, non posso perdere tempo con la compassione, non posso certo aiutarlo.
Devo trovare queste dannate mele, se no ci perderò la faccia!”

Un cortometraggio surreale, onirico, divertente, tragico, geniale. Considerato uno dei capolavori dell’animazione sovietica, è stranamente poco conosciuto.
qui il cortometraggio.

2 commenti

  1. yorick / 17 Giugno 2013

    Aaaah, rieccolo! E con che chicca!

  2. lithops / 17 Giugno 2013

    Finalmente sono “riconnesso” 🙂

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