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Recensione su Effetto notte

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Ma le donne sono magiche? / 2 marzo 2011 in Effetto notte

Effetto notte è una celebrazione del cinema.
Come tutti i film post 8 e mezzo con esso si devono relazionare e con esso devono confrontarsi. Non per nulla c’è Valentina Cortese, la diva, l’attrice Felliniana che racconta il metodo del maestro. E Truffaut fa un’operazione intelligente, ossia svicola rispetto a Fellini, racontando non l’atto creativo individuale, ma la costruzione collettiva dell’immaginario, la piccola, routinaria vita di troupe e cast.

Ecco allora mischiati i temi alti e i temi bassi, l’arte che imita la vita (e viceversa, la Bisset sposa un uomo anziano come nel film Pamela preferisce un uomo anziano), la finzione e la realtà, ma anche i piccoli trucchi per fare cinema (la pioggia, i rumoristi, la luce dentro la candela, il falso focolaio, la neve di schiuma). Truffaut ha un’impronta che non si può non riconoscere: continua il tema del rapporto con il padre (nel film dentro il film un padre “ruba” la moglie al figlio e Effetto notte inizia con un simbolico parricidio; Autiel “adotta” il ragazzo/amante); la magia decantata delle donne (le donne sono magiche?) con quelle riprese innamorate della Bisset; la forza delle donne; la priorità del cinema sulla vita (Leuad che va sempre al cinema, la Baye che non lascerebbe mai un film per un uomo, semmai il contrario); l’omaggio adorante alla Maureau, al divismo (Aumont e Cortese sono Divi), al cinema classico (le foto nella stanza del regista e il pacco pieno di libri di cinema sulle note della colonna sonora); il sesso indiretto (la mitica scena del gatto che beve il latte), sempre, secondo l’insegnamento di Bergman (anche se tutti fanno sesso, tutti si baciano)….

E su tutto la filosofia di Truffaut e l’incanto infantile davanti alla lanterna magica del cinema, che ricrea la vita e la riproduce, se Aumont dichira di essere già morto decine di volte al cinema, morto lui il cinema lo fa rivivere; insomma il cinema che sconfigge la morte e vince anche sulla vita, perchè i film sono come treni di notte, non hanno ostacoli come ne ha la vita nella realtà.

Chi ha amato questo film non può perdersi Sotto gli Ulivi di Kiarostami, quest’ultimo sì un omaggio diretto ad Effetto notte.

2 commenti

  1. Stefania / 18 gennaio 2014

    Non conosco assolutamente il film di Kiarostami che citi: vedrò di recuperare!

  2. paolodelventosoest / 7 maggio 2015

    Non si potrebbe dire meglio di questo film. Ma che bella recensione, ricca di spunti… complimenti!

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