Effetto notte

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Effetto notte

Un regista sta girando un film a Nizza: le riprese sono ricche di intoppi e problemi e, come se non bastasse, anche le relazioni interpersonali tra i membri del cast complicano la realizzazione della pellicola.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: La Nuit américaine
Attori principali: Jacqueline BissetJean-Pierre LéaudJean-Pierre AumontValentina CorteseDaniAlexandra Stewart, François Truffaut, Jean Champion, Niké Arrighi, David Markham, Bernard Ménez, Jean-François Stévenin, Walter Bal, Gaston Joly, Zénaïde Rossi, Pierre Zucca, Marc Boyle, Marcel Berbert, Xavier Saint-Macary, Nathalie Baye, Maurice Seveno, Graham Greene
Regia: François Truffaut
Sceneggiatura/Autore: François Truffaut, Suzanne Schiffman, Jean-Louis Richard
Colonna sonora: Georges Delerue
Fotografia: Pierre-William Glenn
Costumi: Monique Dury
Produttore: Marcel Berbert
Produzione: Francia, Italia
Genere: Drammatico, Commedia
Durata: 116 minuti

Bisogna finirlo, questo film / 8 Maggio 2015 in Effetto notte

Nella vita non si fa in tempo ad afferrare qualcosa che *puff!* non c’è già più. Nel cinema invece guardi i giornalieri e decidi cosa tenere, cosa no. Nel mondo del cinema tutto è inganno, come l’amore effimero tra Alphonse e Lilian, c’è chi lo trova “irrespirabile” come la stereotipica moglie del segretario di edizione. E la vita, la vita invece è dégoutante, come dice la splendida fragile Jacqueline Bisset (eppure anche questa sua frase così lapidaria potrà finire con grande naturalezza impressa nel copione del film), la vita ti fa fare gli stessi sbagli e per cento volte ti troverai ad aprire la porta sbagliata come la diva autunnale Valentina Cortese, decadente Gloria Swanson truffautiana.
Con la smaliziata Joelle potremmo dire ai disillusi: “Ottima idea, sì, è un’ottima idea! Lascia perdere il cinema”, perchè noi all’illusione del cinema vogliamo tenerci stretti fino all’ultimo respiro.
Tante volte è morto il navigato attore Alexandre, in tanti differenti modi. Quando accadrà davvero, troveremo una controfigura. Come dice il produttore “Bisogna finirlo, questo film”.
Truffaut qui ha fatto centro in tutti i sensi. Un meta-cinema totale, che conquista per leggerezza e coerenza, innamora, incanta, mostra trucchi, tecniche e mestiere di ciò che sta dietro la cinepresa.

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13 Gennaio 2013 in Effetto notte

Brillante commedia agrodolce, fortemente autobiografica, che attraverso un film nel film esprime una totale dichiarazione d’amore del regista per il cinema.

Ma le donne sono magiche? / 2 Marzo 2011 in Effetto notte

Effetto notte è una celebrazione del cinema.
Come tutti i film post 8 e mezzo con esso si devono relazionare e con esso devono confrontarsi. Non per nulla c’è Valentina Cortese, la diva, l’attrice Felliniana che racconta il metodo del maestro. E Truffaut fa un’operazione intelligente, ossia svicola rispetto a Fellini, racontando non l’atto creativo individuale, ma la costruzione collettiva dell’immaginario, la piccola, routinaria vita di troupe e cast.

Ecco allora mischiati i temi alti e i temi bassi, l’arte che imita la vita (e viceversa, la Bisset sposa un uomo anziano come nel film Pamela preferisce un uomo anziano), la finzione e la realtà, ma anche i piccoli trucchi per fare cinema (la pioggia, i rumoristi, la luce dentro la candela, il falso focolaio, la neve di schiuma). Truffaut ha un’impronta che non si può non riconoscere: continua il tema del rapporto con il padre (nel film dentro il film un padre “ruba” la moglie al figlio e Effetto notte inizia con un simbolico parricidio; Autiel “adotta” il ragazzo/amante); la magia decantata delle donne (le donne sono magiche?) con quelle riprese innamorate della Bisset; la forza delle donne; la priorità del cinema sulla vita (Leuad che va sempre al cinema, la Baye che non lascerebbe mai un film per un uomo, semmai il contrario); l’omaggio adorante alla Maureau, al divismo (Aumont e Cortese sono Divi), al cinema classico (le foto nella stanza del regista e il pacco pieno di libri di cinema sulle note della colonna sonora); il sesso indiretto (la mitica scena del gatto che beve il latte), sempre, secondo l’insegnamento di Bergman (anche se tutti fanno sesso, tutti si baciano)….

E su tutto la filosofia di Truffaut e l’incanto infantile davanti alla lanterna magica del cinema, che ricrea la vita e la riproduce, se Aumont dichira di essere già morto decine di volte al cinema, morto lui il cinema lo fa rivivere; insomma il cinema che sconfigge la morte e vince anche sulla vita, perchè i film sono come treni di notte, non hanno ostacoli come ne ha la vita nella realtà.

Chi ha amato questo film non può perdersi Sotto gli Ulivi di Kiarostami, quest’ultimo sì un omaggio diretto ad Effetto notte.

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