Recensione su Easy Rider

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Semplicemente CULT / 25 ottobre 2017 in Easy Rider

Un film che ha segnato un’epoca e che, personalmente, ha segnato moltissimo anche me. Credo sia per certi versi quasi superfluo aggiungere qualcosa a quanto già ampiamente detto sotto, ma questo film l’ho amato da “teenager”, e lo amo ancora di più riguardandolo al giorno d’oggi, con gli stessi occhi, ma idee diverse. La genialità del viaggio nell’America rurale, gli incontri con ogni tipo di persona di quei tempi, i trip, l’ostilità nei confronti dello stile di vita dei bikers, l’essenza stessa del tema della libertà, che va anche secondo me a legittimare un finale che a prima vista sembra quasi eccessivo, e invece trova pienamente il suo tragico senso. Il tutto condito da due moto che hanno fatto la storia, un regista (Dennis Hopper), che è anche attore, protagonista insieme a Peter Fonda (e non dimentichiamo Jack Nicholson), che coglie decisamente nel segno ed è capace di proporre qualcosa di nuovo, sotto certi punti di vista anche scandaloso ma mai assolutamente banale, sotto nessun punto di vista. Stupenda la fotografia di Kovacs, epica la colonna sonora: se Born to be Wild degli Steppenwolf non fosse già abbastanza, ci sono Hendrix, i Byrds, Bob Dylan e tante altre band e cantanti leggendari come questo film. Per me, un 10 pienissimo, come detto, mi ha segnato.

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