Recensione su E tu vivrai nel terrore - L'aldilà

/ 19817.383 voti

Fiore all’occhiello del cinema horror anni Ottanta / 23 Agosto 2019 in E tu vivrai nel terrore - L'aldilà

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

S’è detto molto, tanto, bene e male di questo film di Fulci.
Lo stesso regista ammise più di una volta di non considerarlo uno dei suoi film più riusciti e la critica più agguerrita nei suoi confronti lo considera privo di una vera e propria sceneggiatura.
S’è detto tanto ma “L’Aldilà” di Fulci è e rimane, almeno per la sottoscritta, il fiore all’occhiello del cinema horror italiano targato anni Ottanta.
C’è la ghost story, c’è lo splatter estremo, c’è la casa maledetta, c’è la vendetta del presunto stregone con il pallino della pittura.
E c’è lo sguardo, il vero protagonista della pellicola, lo sguardo che sottintende terrore che di lì a poco sta per esplodere.
Un film senza logica, incoerente, visivamente mozzafiato, geniale.
Se cercate una logica nella trama e nei rapporti di causa ed effetto tra gli eventi ne rimarrete delusi, eppure il film ha un suo rigore tutto personale che non consiglio assolutamente ha chi ha una certa sensibilità e uno stomaco particolarmente delicato.
Come ripeto quello che colpisce di più è l’assoluta mancanza di logica, a Fulci interessa mettere paura allo spettatore senza avere alcuna pretesa e senza preoccuparsi della razionalità o meno della storia.
Tutto questo lo fa mostrandoci laghi di sangue, corpi putrefatti, un uomo (un giovane Michele Mirabella) divorato dalle tarantole e quanto di più terribile possa esistere.
Un grande film horror senza dubbio che esala malvagità e terrore a ogni fotogramma, in cui le immagini diventano protagoniste, ti entrano dentro e rimangono impresse a fuoco nella memoria, questo naturalmente grazie anche alla splendida fotografia, agli artigianali ed efficacissimi effetti speciali e alle musiche.
Non sarà il migliore del talentuoso regista ma per me rimane uno dei migliori horror di sempre(come dimenticare gli occhi di Emily, la sua apparizione improvvisa sul ponte, il violentissimo prologo color seppia, la rappresentazione dell’aldilà, la claustrofobica sequenza con gli zombi all’interno dell’ospedale, la cantina allagata).
Un film da vedere, soprattutto per i cultori del genere, simbolo di un’epoca in cui si sapevano ancora produrre bene le pellicole horror.

Lascia un commento

jfb_p_buttontext