Recensione su E la nave va

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“Dove sta andando tutta questa bellissima gente?” / 3 ottobre 2014 in E la nave va

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Il viaggio funebre in mare di una celebre e unica voce della lirica viene abilmente trasformato in un pretesto per deliniare personaggi e raccontare la tragicità della guerra e dei profughi.
Il tutto viene raccontato con leggerezza da un giornalista, che si rivolge direttamente allo spettatore, mentre sulla nave si inizia a familiarizzare con i personaggi e i loro tratti.
Fellini velatamente fa emergere le differenze tra l’agiatezza e, prima, la povertà dei macchinisti, poi, con il dramma dei profughi raccolti sulla nave. La musica unisce e sottolinea magistralmente gran parte del film fino all’epilogo, creando (anche grazie a volute scelte stilistiche di regia) a volte l’impressione di vedere un film muto.
Torna il tema del mare e del suo mistero (già sperimentato in Satyricon) e il tema della giovane vestita di bianco (presente soprattutto nei primi film del regista).
La nave va è un ottimo esempio di come si possa far riflettere su diversi argomenti (dall’invidia tra artisti al senso di colpa e/o senso di solidarietà nei confronti dei disagiati, dalle perversioni sessuali al travestimento dell’incapacità in fermezza da parte dei potenti) senza calcare la mano, con una sottile ironia, lasciandosi cullare dalle onde e dalle note.

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