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Recensione su Dylan Dog

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Il voto sarebbe un 4.5 / 31 luglio 2017 in Dylan Dog

Se avessero usato un altro titolo, forse avrebbe avvicinato la sufficienza ma così non mi è proprio possibile dare un voto decente e credo anche di essere stato fin troppo generoso.
Ero già scettico all’inizio ma volevo qualcosa di leggero da vedere; lo scopo lo raggiunge ma le enormi cavolate insite nel film sono troppo grosse.
Innanzitutto siamo a New Orleans, Dylan Dog (Brandon Routh, Superman e Palmer in Arrow) dopo un evento tragico del suo passato, ha mollato l’attività di indagatore dell’incubo ed è diventato investigatore privato (e si occupa soprattutto casi di tradimento). L’amico Marcus (Groucho probabilmente non era disponibile per questa schifezza) lo assiste.
Quando il padre di Elizabeth Ryan (Anita Briem) viene ucciso in strane circostanze, il quinto senso e mezzo di Dylan si riattiva e il passato torna a tormentarlo.
La narrazione lo fa sembrare un noir, i morti sono tra noi, Bloch deve essere andato definitivamente in pensione visto che non compare minimamente (neanche citato).
Alcuni momenti divertenti legati a Marcus e alla presa di coscienza della sua nuova posizione; però sono più le volte in cui ho storto il naso di fronte ad alcuni particolari e anche l’intreccio con vampiri e lupi mannaro non è granchè, uno strano mix (non troppo riuscito e un pò confuso) tra Underworld e i romanzi di Laurell Hamilton.
Nel resto del cast da citare Peter Stormare nei panni di Gabriel (capo dei licantropi) mentre Taye Diggs è Vargas (capo dei vampiri).

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