Recensione su Oltre le colline

/ 20127.342 voti

Peccati / 15 Aprile 2013 in Oltre le colline

“Ero tornata per lei. Solo per lei. Non volevo altro. E non chiedevo molto: qualche carezza, qualche parola di conforto e la sua presenza. La volevo accanto, dovevo averla accanto! Ma era cambiata, non la riconoscevo più. Quel monastero la aveva inebetita. L’avevano cucinata a fuoco lento, a bagnomaria, vedeva peccati dappertutto. Dio di qua, dio di là, non sapeva parlare d’altro, non c’era posto per altro. Neanche per me. Ma se custodiva qualche segreto a me sconosciuto, io lo avrei portato alla luce, scavando con i denti e con le unghie, se necessario.
Non mi arrenderò facilmente, in situazioni simili mi spinge una forza disumana. Anche se il mondo intero si dovesse frapporre fra di noi, riuscirò nel mio intento. Perché il nostro mondo è la persona che amiamo. È sufficiente, basta questo.
La riconquisterò, ma sarà un calvario!”

L’ambientazione claustrofobica, soffocante, oscura di uno sperduto convento è esaltata da una fotografia meravigliosa. Che soffermandosi sui poveri oggetti di uso quotidiano, sui volti, sulle stanze disadorne, monacali, rende percepibile lo stato di isolamento di un mondo arcaico, dominato da regole ancestrali, soffocato da una morale distorta.
Un film straordinario, tratto da una storia vera.
qui la “colonna sonora”.

Lascia un commento

jfb_p_buttontext