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Recensione su Duel

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Duel / 4 luglio 2015 in Duel

Chiunque guidi o abbia guidato almeno una volta avrra’ sicuramente provato, almeno una volta nella vita, quella paura mista ad angoscia superando un tipo in macchina, facendo i gradassi magari mandandolo a quel paese e poi ritrovaselo davanti o fermo a una stazione di servizio e non sapere cosa fare.
Tutto questo e molto altro trasmette Duel, piccolo gioiellino di Steven Spielberg(quando era capace di fare il regista) creato con un budget irrisorio e in cui tutto funziona alla perfezione.
Non servono grandi effetti speciali, nè mostri paurosi per mettere addosso allo spettatore una paura sorda, basta solo uno psicopatico con un gigantesco camion che va in giro per le strade a cercare qualcuno con cui fare le gare.
Tralasciando la trama del film(che è davvero molto striminzita) e la mancanza praticamente totale di attori(le protagoniste sono solo le due vetture), il film in questione resta una pietra miliare del genere in una decade di anni come i vecchi ’70 che hanno sfornato, a mio parere, il meglio del meglio della cinematografia mondiale.

“Non si può mai dire, non si può mai dire. Uno crede che certe cose siano abbastanza naturali: come per esempio guidare la macchina senza che qualcuno cerchi di ammazzarti. E invece tutto a un tratto qualcosa cambia..”

3 commenti

  1. Stefania / 5 luglio 2015

    Secondo te, in quale momento Spielberg ha smesso di “fare il regista”? 🙂

  2. Amestista / 5 luglio 2015

    Da “Salvate il soldato Ryan” in poi…per me lì è cominciata la sua decadenza(“La guerra dei mondi”, “Munich”, “Prova a prendermi” che a me non è piaciuto).
    Io sono una nostalgica e sono molto affezionata al primo Spielberg, quello de “lo squalo”, di “Incontri ravvicinati del terzo tipo”, de “il colore viola” de “l’impero del sole”, di “Indiana Jones”, di “E.T.” soprattutto…quello di oggi per me ha perso un po’. 🙂

    • Stefania / 5 luglio 2015

      Beh, scorrendo la sua filmografia, credo di trovare anch’io meno interessante la parte di carriera di cui parli tu (però, Prova a prendermi, secondo me, è un bell’esempio di cinema “raccontato”, con personaggi ben delineati, un buon ritmo narrativo ed una gradevole ricostruzione d’ambiente). Lincoln e Munich, a dirla tutta, non li ho neppure visti: forse, a torto, non mi incuriosiscono. War Horse non l’ho visto per intero, ma quel poco mi è bastato per sconfortarmi.
      Penso, però, che non abbia smesso di “fare il regista”, però. Da parte mia, penso che abbia “solo” smarrito l’ispirazione, la capacità di trovare o creare storie stimolanti.
      Nota a margine: l’altro giorno, in occasione del Genova Film Festival, ho partecipato ad una lezione di cinema che verteva sulla “presentazione” dei personaggi in un film. Tra gli esempi, c’era anche Schindler’s List e l’introduzione di Schindler e Stern. Da brividi. Una tecnica mostruosa 🙂

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