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Recensione su Driven

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Inguardabile / 10 agosto 2017 in Driven

E pensare che da ragazzino tutto fiero me lo guardavo e riguardavo (pur avendo già diversi dubbi) sto film, da amante delle corse. Ma andiamo con ordine: campionato CART 2000, un giovane pilota, Jimmy Bly, (Kip Pardue) sta facendo benino al suo debutto, lottando contro il campione tedesco Beau Brandenburg (Til Schweiger), ma il suo team manager (Burt Reynolds) non si accontenta: vuole motivarlo e farlo migliorare e gli affianca l’ex gloria delle corse Joe Tanto (Sylvester Stallone). La storia in pratica è già finita qui, quello che vi immaginate succede, ma la cosa tragica è come succede. Personaggi con zero carisma, trama stupidissima ed infarcita da noiosissime ed inutili “love story” tra i vari personaggi e compagne…e non è certo finita. Per un appassionato di corse esperto, cosa che sicuramente non ero io quando uscì questa roba, ogni cosa di questo film è un ca**otto nell’occhio: Sly che prende le monetine in drift; incidenti assurdi (e fatti pure male in CGI) con macchine che decollano come jet e si inabissano o prendono fuoco, roba che neanche Michael Bay; i compagni di squadra parlano via radio tra di loro; montaggio da cani, con scene messe a caso, un attimo guardi una gara a Detroit, il frame successivo è tratto da una gara su ovale dove si notano chiaramente le differenze aerodinamiche sulle auto…potrei andare avanti per ore, ma il culmine è nella gara finale: dovrebbe essere a Belle Isle a Detroit, in realtà è tutto un gran miscuglio di circuiti (ovali compresi!) montati in modo pessimo: si vede chiaramente quando siamo sul circuito di Montreal, oppure su quello di Long Beach e così via. Un autentico disastro, Renny Harlin si conferma il solito incapace alla regia (come avrà fatto a fare Die Hard 2 resta un mistero). Per quanto riguarda il resto del cast, ci sono Gina Gershon ed Estella Warren, altre performance inguardabili, come quella di Schweiger. In futuro avrà un grande ruolo come quello di Hugo Stiglitz, ma qui è semplicemente ridicolo, come anche Sly, che boh, sembra annoiato e basta. Pessima anche la colonna sonora, salvo giusto Right Here Right Now di Fatboy Slim. In conclusione, una schifezza che si può guardare giusto per rivedere piloti e teams della CART 2000, come il nostro Max Papis oppure Juancho Montoya, o magari Chip Ganassi….ma allora tanto vale cercarsi i video delle vere gare, di quello che era un fantastico campionato sul web. Il caso vuole che il 2001, anno oltretutto del dramma di Zanardi, sia anche stato l’ultimo di grande successo della CART/Champcar, che avrebbe regolarmente preso le botte dalla IRL fino al fallimento e alla successiva fusione…..

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