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Recensione su Drive

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Taxi driver 2.0 / 20 agosto 2017 in Drive

L’opera più internazionale di Refn è uno splendido thriller ambientato nella notte della “città degli angeli”, espressione massima del suo cinema d’autore che immerge le basi nel più grande capolavoro della filmografia scorsesiana.
Gosling è perfetto. Il “ragazzo” è completamente distaccato dalla realtà che lo circonda, alienato da una società emarginante e distaccata di cui ne rispecchia ogni singola caratteristica fisica ed emotiva. E’ freddo, gelido, cinico. E’ oppresso dalle aspettative che il suo capo (ottimo Bryan Cranston) risiede in lui, è disgustato dai legami che le persone intrattengono solo per mero opportunismo (il capo con i mafiosi).
Un giorno però qualcosa cambia. Sembra “liberarsi” dal torpore che lo circonda. Si innamora. Si innamora di un amore innocente, puro, privo di formalismi, caratterizzato da innocenza e ingenuità, la più grande mancanza del mondo che viviamo.
La spirale autodistruttiva che però ha innescato lo porterà a liberare “il lupo in gabbia” racchiuso in sé, perdendo quel'”angolo di paradiso” che aveva trovato.

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