Recensione su Drive

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19 dicembre 2012

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Superconsigliato da Amica P., vincitore di qualcosa a Cannes, è innanzitutto un film veramente anni ’80. Lo dimostrano la stupefacentemente bella, crea dipendenza, colonna sonora e la titolazione iniziale e finale, simile a quella dei pornosoft di playboy che davano su telecity. La storia non spicca per originalità, Drive è questo misterioso tipo molto fico e con un giubbotto zarrissimo con tanto di scorpione dorato disegnato dietro che per vivere fa il meccanico ma anche l’autista per rapine. Sta per diventare pilota di auto da corsa ma il destino si mette di mezzo, sotto forma di una puccissima vicina di casa (chissà che faccia fa quando fa un pompino U_U) con tanto di figlioletto, di cui lui, nondettamente (bel neologismo) si innamora ricambiato (di quella che fa il pompino, non del figlioletto). Per farla breve decide di aiutarli e finisce per mettersi contro a quelli semi o del tutto mafiosi che gli davano i soldi per fare il pilota. E dovrà vendicarsi – nella locandina non ha in mano un martello per caso. Storia banale, sì, ma gli attori fanno un figurone, lo sguardo malinconico e silenzioso del protagonista (che mi dicono sia un gran gnocco) serve a rimarcare il netto contrasto con le esplosioni di irrefrenabile violenza di cui è capace quando si arrabbia e i nodi vengono al pettine. Sai quelle robe che pensi “Uaouaouao, adesso si incazza, va lì e spacca il culo a tutti”. Anche qui gli osanna della mia amica erano esagerati (“è il film dell’anno!”) ma resta un bel film. E, soprattutto, ANCHE VOI potete comprare la giacca tamarra con lo scorpione dorato. What are you waiting for?

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