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Recensione su Drive

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4 ottobre 2011

Un personaggio senza nome, quasi ricalcato sul Clint Eastwood dei western, un tipo laconico che si esprime soprattutto in quello che fa ovvero “Io guido” come risponde alla domanda della vicina.

Ritmo lento, con il Ragazzo come viene chiamato dal suo “mentore” Shannon che si alterna tra stuntman di giorno e autista x rapine di notte. La scena iniziale della rapina introduce il personaggio, dal sangue freddo, quasi un tuttuno con la macchina.

Finchè non incontra una ragazza, la splendida Carey Mulligan,, con un figlio a carico e il marito in prigione; inizia a frequentarla (i dialoghi però non sono la parte migliore del film, molto lenti con Ryan Gosling quasi impacciato) e le cose inizieranno a complicarsi quando il marito esce di prigione.

Una seconda parte in cui esplode la violenza e ci fa capire anche l’altra natura di Driver; emblematica la scena in ascensore. Certe volte esagera un pò con la violenza.

Bravo Ryan Gosling anche se in qualche espressione, specialmente con la ragazza, sembra un pò ebete; bella e brava Carey Mulligan. Da sottolineare la presenza di Christina Hendricks (la serie Mad Men) nei panni della rapinatrice del banco dei pegni, Ron Perlman (Hellboy) Nino e Albert Brooks Bernie.

Film un pò particolare, lento e violento ma interessante.

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