Recensione su Dreamer - La strada per la vittoria

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Non è male / 16 settembre 2017 in Dreamer - La strada per la vittoria

Ispirato a vicende reali, la storia ha come protagonista un padre che addestra i cavalli (Kurt Russell, che anche quando è un po’ meno duro, rende comunque bene), sua figlia (una giovanissima Dakota Fanning) e una puledra che viene salvata dall’uomo dopo un grave incidente. Il babbo si lascia impietosire dalla presenza della bimba, e decide invece di abbatterla, di curarla, con l’intenzione poi di farla figliare con uno stallone e raggranellare un po’ di soldi, che nella sua tenuta, un tempo gloriosa, mancano. Ma la bimba si affeziona sul serio all’animale, e, con anche l’aiuto del nonno (Kris Kristofferson, finalmente ho capito chi è appunto il “Kris Kristofferson” nominato in Taxi Driver), che non è in buoni rapporti con il figlio, non solo riporterà il cavallo a camminare, ma addirittura a correre in un gara alquanto prestigiosa. Non è un capolavoro, è una storia sportiva che ha come centro la famiglia e la voglia di credere nei sogni, anche se sembrano assolutamente impossibili. Tuttavia, anche se sa molto di già visto, il film non è mai troppo noioso, forse il target è un po’ basso, ma la presenza di Kurt Russell alza di molto la media, va detto. Poi comunque, come già detto, nel cast ci sono diversi attori noti: la moglie è Elisabeth Shue, Luis Guzman è un aiutante del padre e David Morse, fa, tanto per cambiare, il cattivo della situazione. Per essere indirizzato ai più giovani, non è brutto, è guardabilissimo.

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