Recensione su Dream Cruise

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Crociera di sangue / 27 luglio 2017 in Dream Cruise

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Crociera di sangue è l’episodio conclusivo della seconda e ultima stagione della serie televisiva antologica americana Masters of Horror. Girato in Giappone con troupe giapponese, aveva una durata di 87 minuti, ridotti ai canonici 60 per la messa in onda all’interno dello show televisivo. Nella versione in Dvd è stata ripristinata la durata originale. L’episodio è tratto da un racconto di Koji Suzuki, impropriamente definito lo “Stephen King nipponico” e autore dei romanzi della serie The Ring, contenuto nella raccolta Dark Water, avente come filo conduttore la presenza dell’elemento acquatico. La premessa è interessante, anche se non originale, una crociera su uno yacht con un trio di persone che hanno tutte dei rimpianti e qualcosa da nascondere: Eiji Saito, un uomo d’affari giapponese, Yuri Saito, la bella moglie “trofeo”, e Jack Miller, avvocato americano in trasferta a Tokyo del primo e amante segreto della seconda. Eiji ha segretamente scoperto la tresca e medita qualcosa. In passato l’uomo d’affari aveva ucciso la precedente moglie per sposare tranquillamente Yuri e fatto sparire il corpo proprio nel tratto di mare dove sono diretti. Quest’ultima è stanca della vita con Eiji e medita di rifarsi una vita con Jack, che a sua volta ha subito da ragazzo il trauma di vedere annegare in mare il fratello minore e per questo soffre ancora di frequenti incubi e di una certa avversione per il mare. Al largo della costa giapponese, il motore della barca inspiegabilmente si ferma e la storia prende un’altra direzione. La tensione sale ulteriormente, almeno fino a quando non entra in azione il più classico dei fantasmi giapponesi con tanto di capelli lunghi neri e fluttuanti, pallore tendente al verdastro e andatura scricchiolante. Lo spirito della prima moglie defunta è, infatti, salita a bordo in cerca di vendetta. Con l’arrivo dell’entità sovrannaturale, il film perde paradossalmente in tensione e interesse e il tutto scade del già visto e anche nel ridicolo. A un certo punto, per esempio, il braccio di Eiji, staccatosi dal corpo, cerca di strangolare Jack, conferendo un tono grottesco a quella che fino allora era stata una narrazione seria e realistica. Nel racconto originale, i protagonisti, tutti giapponesi, non presentano il background torbido del film. Enoyoshi (nel film Jack) incontra la coppia per caso a una riunione di vecchi compagni di classe. Non c’è nessuna liaison tra lui e Minako (Yuri), anzi la detesta. La barca sulla quale decidono di fare la breve crociera, non si allontana mai dalla costa, ben visibile a non più di 100 metri, tanto che il protagonista decide di raggiungerla a nuoto. L’elemento sovrannaturale resta ambiguo fino alla fine, quando si rivela nell’ultima riga del racconto.

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