16 Recensioni su

Dragon Trainer

/ 20107.8565 voti

Inizio di una trilogia unica / 18 Maggio 2019 in Dragon Trainer

Non avrei mai giurato di vedere la DreamWorks battere il suo stesso film Shrek, ma a quanto pare, lo hanno fatto alla grande. Questo giovane ragazzo rappresenta un po’ tutti noi, che cerchiamo di farci vedere in gamba, ma lui lo farà in un modo, inaspettato… La colonna sonora è totalmente azzeccata, e rende il film ancora più avvincente. Darei un 10/10.

Lo Amiamo. Per noi è il N°1 / 10 Giugno 2017 in Dragon Trainer

Io e mio Marito, Amiamo questo Cartone. Siamo rimasti degli Eterni Bambini, e Draigon Trainer per Noi è il N°1, fra Tutti. Massimo voto.

Istruttivo / 25 Gennaio 2017 in Dragon Trainer

Bisognerebbe saper amare ed apprezzare la diversità, cosi come questa opera d’arte vuole insegnare

12 Novembre 2014 in Dragon Trainer

8,5 / 16 Settembre 2014 in Dragon Trainer

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

La grafica è fantastica, i draghi li ho trovati buffi più che spaventosi (tranne il drago cattivo che vabbè, era un bestione impossibile da rendere bello, ma ci sta per marcare la differenza con gli altri draghi che alla fine facevano solo da schiavetti per evitare di essere mangiati), mi piace l’idea che a seconda del tipo, cambiano anche le abilità. E poi diciamolo, Sdentato è carinissimo ha la faccia da gattino carino! L’idea di metterci della diffidenza da parte di Sdentato all’inizio per Iccup mi è piaciuta, si son viste tante volte scene del genere che finiscono con: “ehi guarda un animale supermega pericoloso! Adesso gli do una lisca e diventiamo amici in 3 secondi!!”. Invece ci vuole pazienza, cerca anche di spaventarlo per farlo andare via, ma alla fine con la costanza si avvicinano. Parlando dei personaggi, a essere sincera non ce ne sono stati di quelli che mi hanno colpita particolarmente (a parte Sdentato perché è carino pfft ), in più i due gemelli mi son proprio stati sui maroni; la cosa che mi ha colpita di più di tutto il film e che già avete detto voi, è il fatto che nello scontro Iccup perde la gamba, quello è stato veramente un tocco di classe che mi ha fatto apprezzare molto il finale, ho pensato: “ovvio che è sotto l’ala vivo e vegeto, mica può morire!” e invece ti spezzano l’ovvietà con questa idea. Questo film mi è comunque parso più un trampolino di lancio per quello successivo, da cui mi aspetto il botto

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Bellissimo! 8 / 11 Settembre 2014 in Dragon Trainer

Uno dei pochi Dreamworks che meritano davvero tanto: una storia fantasiosa, ambientata tra Vichinghi e draghi, una storia di amicizia, lealtà e amore. Un film per tutti, emozionante e commovente…. Fa riflettere sul fatto che non tutto è quello che sembra, e a volte bisogna sfidarsi per vedere quel molto di più che c’è. Rivederlo la seconda volta l’ha reso ancora più simpatico, 8.

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28 Agosto 2014 in Dragon Trainer

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Hiccup è, ha, un bel nome, ed è questo mingherlino figlio di capi e piovuto nella guerra draghi-vichinghi. Un brutto anatrovikinggoccolo. Visto che è un pasticcione e lo perculano tutti (e tutti sono grandi, grossi, ciula e balossi), lui trova e addestra il drago più dragoso di tutti, diventando superamici e da lì dai dai, è tutta discesa in picchiata. Battaglione aereo finale con peripezie volanti e lapilli e fiamme. Tolleranza verso il diverso insieme a lezioni di addestramento di cani e gatti mischiate insieme, perché i draghi qui questo sono, un mix delle qualità più fighe di cani e gatti. Fanno le fusa ma non li devi portare fuori a pisciare, e però ancora se gli lanci una palla te la riportano. C’è una elaborata e divertente classificazione di draghi e affini, dei buoni comprimari amici-nemici di Hiccup anche se mai veramente oppositori (di oppositori proprio non ce ne sono, no way, difficile diventa sviluppare la dinamica narrativa di una storia che di per sé non spicca in nessun senso tranne che quando si fa flapflap per aria), e infine un rapporto col padre su in fieri, che cresce dalle basi aride dell’inizio. Il letale Toothless vince per le sue espressioni pucce da gattone, mentre il cattivissimo dragone finale che minaccia tutti gli altri, ed è a causa sua se loro sono cattivi e bla, è del tutto spersonalizzato e vale quanto il superamento di un mostro di fine livello in un gioco del Supernintendo. Però fatto molto bene.

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Sdentato vince a mani basse. / 23 Agosto 2014 in Dragon Trainer

(Sei stelline e mezza)

Tutto visto e rivisto (in particolare: non sono come voi, vorrei tanto essere come voi, riesco ad essere come voi, capisco che voglio essere me stesso, sono un vincente perché sono me stesso), ma il film funziona.
Credo che il merito della storia risieda in gran parte nel drago Sdentato.
Sì, la fortuna del film, secondo me, sta nella perfetta caratterizzazione del mostro: è chiaramente un kawaii ciccipuccioso, mix tra un gatto, un cane, un Bulbasaur dei Pokémon e Stitch (l’alieno di Lilo e Stitch, intendo), con un’aura demoniaca intrigante.
Non può non ispirare empatia, non può non far pensare almeno per un attimo, a grandi e piccini: “Vorrei averlo anch’io! Vorrei essere al posto di Hiccup solo per potergli volare una volta in groppa!”.
Non a caso, le scene di volo sono tra le più belle viste in un film di animazione, finora (e ho visto il film in 2D! Probabilmente, in 3D risultano ancora più entusiasmanti).

Nota personale: la radura lacustre in cui Sdentato si rifugia mi ha ricordato molto quella di Dragonheart.

Per il resto, solite “turbe” degli sceneggiatori, eredità, forse, di una certa caratterizzazione da teen movie a stelle e strisce: storia d’amore imprescindibile, nemici stupidi che diventano amici fidati, inesistenza del concetto di tempo, ecc.

Godibile e simpatico, a conti fatti, ma -per me- quasi nulla di più.

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Come ti addestro il drago / 15 Agosto 2014 in Dragon Trainer

Non me l’aspettavo così bello. Storia avventurosa, di formazione, di crescita e di amicizia. Poco originale, ma tutto reso molto bene. Dall’ambientazione dell’isola di Berk, fino all’universo vichingo. A tutto ciò viene aggiunto anche il mito dei draghi. Il risultato finale è che, dopo una mezz’ora in cui vengono presentati personaggi e il mondo dove essi agiscono, tutto funziona molto bene.
La grafica è soddisfacente ma, a mio parere, il vero cavallo di battaglia sono le splendide musiche di John Powell, meritatamente candidate all’Oscar di categoria del 2011

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18 Febbraio 2014 in Dragon Trainer

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Dopo aver visto Dragon Trainer e Rise of the Guardians ho l’assoluta certezza che il mio istinto non è più quello di una volta, almeno quello cinefilo, e che io posseggo l’innegabile dono di considerare per partito preso delle mezze schifezze lungometraggi che poi immancabilmente adorerò fino alla morte. E’ il caso di How to train your Dragon, in Italia Dragon Trainer.
Sorvolerei volentieri sulla scelta del titolo “italiano”: se si credeva che il titolo originale fosse troppo difficile per il pubblico dei giovani italiani la soluzione era usare un titolo sempre in inglese ma più corto e che mi fa venire in mente più un tizio che i draghi li allena in palestra? Ma giacché non siamo ai livelli di “Se mi lasci ti cancello”, andiamo oltre.

Il film è tratto molto liberamente da un libro scritti da Cressida Cowell, un adattamento di cui l’autrice s’è detta immensamente soddisfatta (cosa che non capita spesso con gli adattamenti cinematografici, e alla luce di quel poco che so sul libro originale non posso che essere d’accordo), e narra la storia del giovane vichingo Hiccup.
Hiccup in inglese significa singhiozzo.
Viene chiamato Hic, che è il suono onomatopeico del singhiozzo.
Trovo ironico che gli spaventosi vichinghi chiamino un vichingo gracilino come un disturbo che si “cura” con un grosso spavento, quasi che fin dall’inizio del film sia chiaro che gli abitanti dell’isola di Berk non vedono l’ora di liberarsi di Hiccup. Perché Hiccup è un vichingo gracilino che non sa sollevare nemmeno uno spadino, limite non da poco se si pensa che nel suo villaggio si passa il tempo a combattere terribili draghi sputafuoco/acido/acqua bollente/gas/fulmini e via discorrendo fin dalla più giovane età.
Non aiuta che Hiccup sia anche il figlio del capo, Stoick.

Stoick e Hiccup hanno un rapporto a dir poco conflittuale: il ragazzo così gracile e piccolino è frutto di imbarazzo per il genitore, mentre Hiccup fa di tutto per entrare nelle grazie del burbero padre (mettendosi in pericolo a ogni piè sospinto dal momento che sfidare un drago non è cosa da poco e tocca agli altri abitanti del villaggio pensare a lui, cosa di cui non sono entusiasti). Sopperisce alla mancanza di muscoli con una mente niente male e, apprendista dell’armaiolo Skaracchio fin dalla più tenera età, è il fiero inventore di una specie di cannone lancia-bolas. Ansioso di provare la sua macchina durante un attacco riesce a colpire qualcosa.
E a combinare un immane disastro.
Sempre più lontano dalle grazie del padre Hiccup decide di dare la caccia alla bestia che è sicuro di aver preso, di ucciderla e portare il suo cuore al villaggio per diventare un vichingo a tutti gli effetti. Fa la sua conoscenza con Sdentato, un drago appartenente alla classe Furia Buia, la più letale e pericolosa tra i draghi, ma è ferito, impaurito e immobilizzato nella foresta, quasi rassegnato alla morte. Hiccup non avrà il coraggio (o meglio, non VORRA’) di uccidere quell’essere così indifeso e opterà invece per liberarlo: il giovane vichingo è convinto di morire per mano di una bestia sanguinaria, la quale però si limita solo a ruggirgli addosso e a fuggire lontano. Lasciando così un attonito Hiccup a domandarsi se le cose siano davvero come sembrano, o se piuttosto tutto ciò che i vichinghi si trasmettono da generazioni sul conto dei draghi non sia del tutto sbagliato…

*

I registi di Dragon Trainer sono Chris Sanders e Dean De Blois, storici registi dell’altrettanto adorabile Lilo e Stitch targato Disney, e la cosa non stupisce: entrambi i film affrontano in maniera molto commovente le tematiche del rifiuto del diverso, un diverso che viene percepito a torto o a ragione come spaventoso e letale ma che si rivelerà un valente alleato e un amico prezioso, una volta grattata la superficie. A patto di dimostrare curiosità e coraggio.
Anche, e soprattutto, il coraggio di non rinnegare se stessi.
Anche il rapporto con una famiglia “disastrata” ricorda molto Lilo e Stitch.
Hiccup e Stoick proprio non riescono a capirsi, c’è la figura di una madre morta per non meglio precisate ragioni (si suppone per mano dei draghi), e un rapporto che andrà ricucito a costo di perdite dolorose.

La Dreamworks ha fatto un lavoro eccellente nello sviluppo dei draghi, creando un mondo a metà strada tra i Pokemon e Dungeons&Dragons: i vichinghi raccolgono tutte le loro informazioni sui draghi in un manuale accuratamente diviso per classi, in cui le caratteristiche e l’aspetto di ogni drago è reso con incredibile minuzia e attenzione. Moccicoso sembra decisamente uscito da un videogame, ogni volta che apre bocca è come essere gettati in un GDR.
Ottimo anche l’adattamento “più adulto” del romanzo, con un Hiccup totalmente emarginato ed alienato dal resto del gruppo (nel libro ha almeno un amico, Gambedipesce) e uno Sdentato che sdentato a conti fatti non è e che non è nemmeno un piccolo e relativamente innocuo draghetto ma nientemeno che una Furia Buia, un essere di immane pericolosità che nemmeno i vichinghi più valorosi sono stati in grado di catturare. Incredibile per un cartone animato destinato tutto sommato a un pubblico giovane che Hiccup perda una gamba, a fine storia. Il minimo, dopo aver affrontato insieme a Sdentato un drago di tale potenza e grandezza da terrorizzare a morte tutti gli altri draghi.
Non posso dire che la cosa non mi abbia piacevolmente sorpresa.
Un film dalle tematiche forse ordinarie, ma con un’ottima resa che non può che incantare lo spettatore, sia quello giovane che quello un po’ più attempato come la sottoscritta (che viaggia per i 30, sob! :’) ). Dragon Trainer è diventato ufficialmente uno dei miei film preferiti targati Dreamworks, un vero “lavoro da sogno”.

Non do il punteggio pieno giusto perché qui e lì trovo dei passaggi un po’ illogici (la facilità con cui i piccoli vichinghi salgono su Draghi tenuti prigionieri e picchiati fino a quel periodo quando a Hiccup e Sdentato sono occorse settimane per instaurare un feeling, per dirne una).
Ma niente che pregiudichi il divertimento.

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25 Agosto 2013 in Dragon Trainer

Amato questo film dall’inizio alla fine. Forse il miglior film d’animazione degli ultimi tempi. Colorato, storia carina e anche un po’originale (anche se ci sono ricorrenze ovvie, ma non c’è da stupirsi), simpatici i personaggi. Amo come Furia Buia, il drago protagonista, sia palesemente la fotocopia degli atteggiamenti di un gatto. La Dreamworks ha fatto finalmente un bel lavoro.

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Hiccup e Sdentato / 14 Giugno 2013 in Dragon Trainer

Visto proprio oggi.
Film abbastanza bello. La storia mi è piaciuta, anche se un po’ di già visto c’è in questo film ( il solito ragazzo che va contro le credenze del suo clan, che non lo accettano e che poi però lo salva da qualche pericolo per poi diventare l’eroe).
I dialoghi sono abbastanza ironici e anche il doppiaggio non è male.
Un 8 per me se lo merita

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19 Aprile 2013 in Dragon Trainer

Finalmente un film Dreamworks che funziona 🙂

24 Gennaio 2013 in Dragon Trainer

Grande sorpresa questo film. Finalmente un film Dreamworks ben scritto, e tecnicamente notevole (animazioni di ottimo livello così come il design dei personaggi). Sembrano anche essere stati abbandonati i fastidiosi ammiccamenti alla cultura pop che erano un po’ il limite dei precedenti film Dreamworks.

Dragon Trainer / 3 Gennaio 2013 in Dragon Trainer

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

La DreamWorks Animation presenta la versione animata dell’omonimo libro di Cressida Cowell con nuovi aspetti.
Eccellente la direzione della fotografia: molte inquadrature inusuali e del tutto nuove nel mondo dell’animazione 3D, che coinvolgono lo spettatore e danno una perfetta sensazione di “live-action”. Le angolature nuove e il senso di “live-action” si notano in ogni film della Dreamworks, dagli inizi fino ad ora, ma qui raggiunge il compimento, che verrà poi portato avanti nei successivi lungometraggi. Il ritmo del montaggio è alternato giustamente con i vari momenti di azione o di attesa. Luci e colori buoni.
Il fantastico mondo dei draghi non toglie niente alla sensazione del vero del lungometraggio. Il film è ambientato in un villaggio di un’isola, popolato da vichinghi.
Protagonisti sono un drago e un ragazzo un po’ goffo e impacciato: un’amicizia nata per caso, e soprattutto difficile da costruire, ma che i due portano avanti per imporsi da un lato sul villaggio umano che uccide draghi, dall’altro sui draghi che attaccano gli uomini. L’epilogo è unico: una metafora visiva toccante ed emozionante.
I temi principali toccati dal film sono l’amicizia, il rapporto padre-figlio, l’incomprensione e il desiderio di successo, in un certo senso anche la giustizia. La storia è stata precedentemente narrata in più occasioni e in più modi, ma adesso viene rivista: il mix tra avventura e ironia è già stato sviluppato precedentemente, fin dagli inizi della casa produttrice.
Adatto a tutte le età, a partire da anni 4.
Consigliato in italiano, in quanto il doppiaggio italiano è più coinvolgente rispetto al doppiaggio originale.
Visto in 2D.

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18 Luglio 2011 in Dragon Trainer

Buon film d’animazione con lo strano mix tra vichinghi e draghi; il popolo guerriero x eccellenza in questo film da sempre combatte contro i draghi. Il giovane Hic vorrebbe partecipare anche lui ma si rivela spesso maldestro. Un giorno colpisce per caso un drago a cui inizia ad affezionarsi (il rapporto assomiglia vagamente a quello di Eragon con il suo drago) e nel frattempo inizia l’addestramento come guerriero di draghi. La conoscenza del suo “amico” Sdentato lo porterà a inaspettati successi. Buon mix tra azione e ironia con personaggi abbastanza simpatici. Visto in 2d.

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