Recensione su Dragged Across Concrete

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DRAGGED ALONG THE END / 21 Febbraio 2021 in Dragged Across Concrete

S. Craig Zahler scrive e dirige un poliziesco Hard Boiled puro e crudo. Questo regista ha davvero qualcosa da dire, solo che per dirlo si prende tutto il vostro tempo. Si perché quando uscì il suo film d’esordio, “Bone Tomahawk”, ero riuscito ad appassionarmi alla storia tanto da perdonare quel minutaggio veramente non necessario, ben 132 minuti, riconducendolo al classico errore da opera prima. E’ difficile tagliar via qualcosa che si è scritto e girato e spesso e volentieri non si rinuncia al superfluo. Dopo aver visto “Dragged across concrete” ho capito che non si trattava di un inciampo, ma proprio una cifra stilistica di Zahler. Zhaler è verboso nella scrittura e lento nella regia. Ogni singola scena si compone di un massimo di due-tre inquadrature, talvolta anche meno, e un terzo dei dialoghi non portano avanti la narrazione.
Però i suoi film funzionano. Sono attrattivi.

“Dragged Across Concrete” gioca con la cattiveria dei buoni e con la bontà dei cattivi. Le scene più concitate sono ricche di variabili che ti lasciano davvero in apprensione. La violenza si abbatte improvvisa e feroce e le scene sono impostate con grande cura (e minutaggio).
Certo non è tutto oro. Come detto I dialoghi sono troppo spesso legnosi o inutili. C’è un certo minimalismo estetico che impoverisce l’opera.

Mel Gibson e Vince Vaughn sono una bella coppia anche se il primo ruba la scena sempre e comunque dimostrandoci ancora una volta che quando si è stati un arma letale una volta lo si è per sempre.

“Dragged Across Concrete” è un bel film ruvido e massiccio che a molti non piacerà. Personalmente l’ho davvero apprezzato e Zahler per il momento si è guadagnato un estimatore.

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