4 Recensioni su

Drag Me to Hell

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Drag Me to Hell
Regia:

26 Luglio 2014 in Drag Me to Hell

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Quanto mi è mancato Sam Raimi. Tanto, tanto, tanto.
Faccio parte della generazione cresciuta con “la Casa” e questo suo film per me rappresenta un vero e proprio tuffo nostalgico nel passato, un ritorno di un regista che, dopo trentatré anni, ritorna al suo primo amore, l’horror con qualche spruzzata di commedia e di grottesco.
Questo “Drag me to hell” è uno degli horror più riusciti che abbia visto negli ultimissimi anni, un horror dove tutto funziona alla perfezione, dove l’antefatto è una storia più che attuale(un’impiegata di banca che, per far colpo sul direttore affinché questi gli conceda una promozione, rifiuta la proroga a una povera donna perché non riesce più a pagare le rate del suo mutuo), dove il ritmo è ottimo, dove la fotografia a tratti cupa e a tratti vivace rende l’atmosfera di tutto il film più che accattivante, dove alcuni passaggi ti fanno letteralmente sobbalzare sulla sedia, dove la figura maligna è di quanto più inquietante possa esistere.
Il finale poi è ottimo, come da buona tradizione un finale a sorpresa, facilmente prevedibile, è vero, ma che alla fine ha il sapore di un gioco crudele(è come se il buon Raimi si sia voluto divertire alle spalle dei suoi spettatori).
E poi c’è quel delizioso tocco grottesco tipico del regista che sfocia spesso nel comico, come per esempio la scena della capra parlante che, posseduta dal maligno, insulta tutto il genere umano o come la lotta iniziale tra la protagonista e l’anziana signora nel garage, una scena allo stesso tempo disgustosa, spettacolare e comica che solo Raimi poteva inventarsi.
Un film horror che non travalica i confini del genere, che non va, come si diceva a scuola, fuori tema come spesso accade con gli horror moderni, questo film di Raimi è un horror puro, spaventa, disgusta, intrattiene, a volte diverte anche…un horror vero e proprio, di quelli che se ne vedono pochi al giorno d’oggi.
Un grande ritorno per questo talentuoso regista e, come ho scritto sopra, mancava a tutti noi appassionati del genere.

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23 Dicembre 2012 in Drag Me to Hell

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

É in qualche modo notevole il fatto che Sam Raimi, dopo la sbornia colossale dei tre Spider-Man, tra quel che di più blockbuster degli ultimi anni Hollywood abbia imposto, se la ritorni bel bello a farsi i suoi horror cazzoni e divertenti (Raimi → serie della Casa, presente no? Almeno l’1, il 2 e il 3… Spero ben di sì -.-).
La differenza con gli ’80s è che ora può spendere più di 20 dollari per fare un film e può e non ha nessuno a porre limiti di alcun genere.
Christine è un’impiegata di banca biondina e carina, in lotta con un cagariso cinese per la promozione. Sono tempi di crisi e occorre esser duri (very few are tough enough). Per dimostrare al suo direttore che lei merita ed è dura come una Lega Nord, pur se poco convinta rifiuta una proroga a una vecchiaccia zingara e senza un occhio, che perderà la casa. Non l’avesse fatto mai.
Maledizione immediata, lotta e grandi botte con la vecchia in un garage (vecchia che le scaglia la dentiera, tra l’altro), un demone la perseguita tutte le notti per tre giorni e poi la porterà all’inferno. A meno che eccetera.
Muco, sangue a fiotti e insetti sotto pelle, il corpo di Christine paga per la sua rapacità. Allo spettatore stesso tocca scegliere con Christine se dare il prestito o no, e pagarne poi le conseguenze. La protagonista ha un fidanzato scemissimo e una vita ben avviata e chic e rosa pastello. Finirà sola a scavare nel fango di un cimitero e con una vaga rassomiglianza con Rambo. Ma non garantisco che le servirà.
Sotto la superficie dell’horror di genere fatto bene assai, e più divertente/bleah-che-schifo che spaventoso, si annida neanche troppo il racconto morale, le conseguenze delle scelte sbagliate e così via, in una California popolata di personaggi insignificanti e vuoti per cui contano solo le apparenze sociali. Christine stessa è così all’inizio ma, per sua sfortuna, non lo sarà più alla fine.
Scene meravigliose tipo quella della fontana di sangue dal naso e quella del demone, che si chiama la Lamia, che la insulta dopo esser entrato nel corpo di una capra. A me faceva morire anche la capra serissima insieme agli altri intorno al tavolo, che aplomb! Che attrice!

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14 Marzo 2012 in Drag Me to Hell

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Avviso ai naviganti:mai negare favori e mai umiliare persone dall’aria strana se non addirittura gitana,lo sa bene la povera Cristine che incitata dal propio direttore di banca nega prestito a vecchina con dentiera e ladra di caramelle venendo da costei maledetta e costretta a salvarsi da tal “Lamia, demone caprone”.
scosso dalla visione scrivo queste poche righe per dire che Raimi ritorna alla grande al genere horror e dimostra di esserne un maestro indiscusso,non cercate verosimiglianze anche perchè non ne avrete il tempo! infati la pellicola parte a razzo e non smette mai di stupire e la tensione è sempre altissima condito da opportune dosi di humour macabro che è uno dei segni distintivi del cinema del grande Sam,siamo di fronte a un capolavoro che ha il coraggio di avere un finale per niente consolatorio che lascia lo spettatore esultante,applauso!

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12 Maggio 2011 in Drag Me to Hell

Il film mi è piaciuto molto. Era da tempo che un film dell’orrore non rischiava di farmi così paura, quasi da sobbalzare sulla sedia. Trama interessante, con il personaggio di Christine che peggiora caratterialmente con l’incalzare della maledizione che sembra tirar fuori la “cattiveria” nascosta della giovane donna.
Il film inizia già da subito con un ottimo prologo e degli splendidi titoli di testa a coinvolgere lo spettatore nell’atmosfera di paura e tensione che si manifesterà sulla povera protagonista.
Unici piccoli difetti: l’audio a volte troppo alto (x far sobbalzare lo spettatore bastavano le scene con audio più basso, altrimenti il “sobbalzo” è più dovuto al volume che alla reale “impressione”) e qualche eccesso di fluidi corporei sulla povera Christine che rischia di far cadere qualche scena nel ridicolo (qualche risatina al cinema c’è stata).
Il ritorno all’horror di Sam Raimi è comunque fantastico ben appoggiata dalla bravissima Alison Lohman (“Il genio della truffa”), che passa dalla quasi innocenza iniziale a una ragazza un pò bastarda. Bravi anche Justin Long (“Die hard – vivere o morire”) e David Paymer.
Dopo questo film probabilmente guarderò gli zingari con un occhio diverso (forse quello della signora Ganush) :tur:

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